L’ex capogruppo del Pd, oggi nel gruppo Misto, scioglie le riserve e affida ai social la scelta di staccare la spina all’amministrazione Fiorita: «Per circa 4 anni ci hanno chiesto di tacere. Ora basta»
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Salgono a 15 i consiglieri comunali sottoscrittori della sfiducia nei confronti del sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita. Mancano solo due firme per raggiungere quota 17 e procedere verso la fine anticipata della consiliatura. Come anticipato da questa testata giornalistica, l’ex capogruppo del Pd in Consiglio comunale ed ex segretario cittadino, Celia, in occasione dell’ultima seduta del consiglio comunale aveva apostrofato con parole fortissime «il tradimento dei valori della sinistra, svenduti sull’altare di accordi sottobanco con la peggiore destra che governa la città», da parte del sindaco Fiorita.
Nel post pubblicato sui social Celia approfondisce il concetto: «Per circa quattro anni – scrive – ci è stato chiesto silenzio. Silenzio sul confronto politico. Silenzio sulle alleanze. Silenzio sull’identità. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: “Catanzaro è governata senza una chiara maggioranza politica e senza una visione di sinistra”. In nome della stabilità si è accettato tutto:
accordi trasversali, ambiguità politiche, rinuncia al conflitto e alla chiarezza.
Io non ci sto».
«La sinistra – prosegue Celia – non è gestione del potere. Non è sopravvivenza amministrativa. Non è stare in sella a qualunque costo».
«Per questo, con piena consapevolezza politica, mi recherò dal notaio per firmare la decadenza del Sindaco e del Consiglio comunale – ha annunciato. «Non è una scelta personale. È una scelta politica netta contro un modello che ha svuotato la sinistra della sua identità e ha tradito le aspettative di chi aveva creduto in un cambiamento vero. Continuare così significa consegnare Catanzaro all’assenza di alternativa per una generazione intera. Io non intendo essere complice di questa deriva. È tempo di ridare dignità alla politica. È tempo di dire da che parte stiamo. È tempo di restituire la parola ai cittadini».


