La dirigente di Avs a gamba tesa: «Come volevate che finisse in Comune a Cosenza? A parte le fughe in avanti della sua corte dei miracoli, ora serve un sindaco che parli ad associazioni, attivisti, sindacati, precari e disoccupati. De Cicco è uno concreto, Locanto impalpabile»
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Nell’amministrazione targata Franz Caruso, Maria Pia Funaro fu il primo assessore a perdere la poltrona nell’ottobre 2023. Divergenze nette di vedute su alcuni temi come la viabilità, mancanza di condivisione sulle strategie politiche e un rapporto fiduciario venuto meno generò la rottura. Rottura che il Pd si lasciò scivolare addosso, se non perfino caldeggiandola per volontà di alcuni dirigenti. A distanza di due anni e mezzo commenta dall’esterno quanto è accaduto di recente.
«Conosco vita, morte e miracoli dei protagonisti - spiega al nostro network -. A volte chi la fa, l’aspetti, mi verrebbe quasi da dire. Ma mi creda, non c’era altro epilogo possibile considerato che Palazzo dei Bruzi è diventato il set di House of Cards». Il riferimento è ad una fortunata serie Netflix dove vengono enfatizzati i lati oscuri della politica americana.
Maria Pia Funaro, immagino pertanto che abbia letto delle nuove defenestrazioni dalla giunta di Palazzo dei Bruzi?
«Sì, dall’Africa. Onestamente mi dispiace per Massimiliano Battaglia e Pina Incarnato: ho sentito entrambi portando loro solidarietà».
Solidarietà per cosa?
«Per il metodo utilizzato, lo stesso che il sindaco riservò a me, ad ottobre 2023, insieme ai suoi più stretti collaboratori e ad una parte del Pd, mio partito di allora. Del resto, non ho avuto problemi a dirlo durante una conferenza stampa che diventò un'assemblea cittadina. Sono sempre stata molto chiara, indipendente e leale, aggiungerei».
Le sue sono ancora ferite aperte a quanto pare…
«No, sono rimarginate da tempo, anche per il percorso che da lì in poi ha caratterizzato il mio impegno politico. Li definirei più dei moniti per il futuro, quando, volenti o nolenti, andrà scelto un candidato a sindaco realmente di sinistra, progressista e senza le fughe in avanti che vengono fuori dalla "corte dei miracoli" che gravita intorno al sindaco pro tempore».
Il suo posto in giunta è stato occupato da circa un anno da Maria Locanto.
«Non ricordo di aver letto qualcosa relativo alle sue iniziative amministrative. Tanto che non ha più la delega all’Ambiente: ne ha una di rappresentanza, come gli Affari generali. La differenza sostanziale è che la mia presenza in giunta era figlia di un exploit elettorale considerevole, mentre Locanto è lì per volere del partito. Anche la mia presenza da vice, e non da semplice assessore, fu figlia di un accordo, ma sempre a margine di un confronto diretto con le urne. C’è chi nasce con la camicia e vive di situazionismo: scelta migliore Caruso non poteva fare se non cercava alcun contraddittorio».
Guardiamo avanti. Avs, la sua nuova casa, è uscita frastornata dalle Regionali.
«Frastornato è stato tutto il centrosinistra, direi. Il nostro risultato è stato analizzato e capitalizzato. Ora stiamo lavorando su scala regionale su molti temi, fra tutti sanità e dissesto idrogeologico e, ovviamente, per i prossimi appuntamenti elettorali, primo fra tutti quello che riguarderà il rinnovo della Provincia, dove la scelta del candidato a presidente dovrà convergere su una figura autorevole e rappresentativa, con un mandato non a breve scadenza, come segno di un progetto politico lungimirante».
Ha intenzione di candidarsi a sindaco?
«Ho già risposto, ringraziando e declinando la prospettiva, a chi ha pensato a me con così largo anticipo. Questa intervista serve anche a lanciare questo messaggio. Darò il mio contributo in prima linea per un programma progressista, incentrato sull’uguaglianza sociale e sulla valorizzazione delle realtà che in città si sporcano le mani: associazioni, attivisti, sindacati, precari, migranti e disoccupati. Gli ultimi, che vorrei fossero i primi».
Che ne pensa del patto di ferro Caruso-De Cicco?
«De Cicco risponde a ciò che oggi un elettore cerca: qualcuno che risponda al telefono per i problemi quotidiani. Mentre talvolta noi, a sinistra, parliamo dei massimi sistemi, De Cicco interviene porta a porta. Reputo maldestra, invece, la mossa di Caruso. Il sindaco ha parlato per un'intera legislatura del ruolo dei partiti per poi virare verso il civismo. Piuttosto opportunistica questa scelta, non crede?».
Mi pare che lei stia guardando ancora più a sinistra di quanto si pensi.
«Avs fa parte del campo progressista a livello nazionale, ma mantiene una propria originalità e una propria coerenza nelle posizioni politiche che assume, direi anche con una buona dose di coraggio. Nel mondo del civismo ci sono figure culturalmente all’avanguardia, pensatori eccellenti e tecnici praticissimi. A Cosenza e in Provincia guarderemo e dialogheremo con loro, senza avere timore di entrare in “conflitto” con il resto del centrosinistra».

