«Certo. Non c'è nessuna remissione di peccato. Domani la conferenza stampa si farà». Così, a sera, Domenico Furgiuele conferma a LaPresse la volontà di procedere nonostante l’invito pubblico del presidente della Camera Lorenzo Fontana a ripensarci. Il deputato della Lega annuncia quindi la presentazione della proposta di legge popolare sulla 'remigrazione', fissata per domani alle 11.30 nella sala stampa di Montecitorio. Accanto a Furgiuele saranno presenti esponenti dell’estrema destra, tra cui il portavoce di CasaPound Luca Marsella, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti (già Forza Nuova) e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti.

«Io non capisco perché ci si interroghi sull'assenza di partecipazione popolare e poi si terrorizzano liberi cittadini, non criminali, che a spese loro domani verranno qui a presentare una legge», insiste Furgiuele, da sempre salviniano ma ora dato da rumors come vicino a Roberto Vannacci. Neppure il tentativo di Lorenzo Fontana, con la sua moral suasion privata, riesce a fermarlo. Il presidente della Camera definisce l’iniziativa «inopportuna»: «Spero che il deputato ci ripensi. Ho fatto quanto era nelle mie possibilità in questi giorni. Come già precisato, in questa e in precedenti Legislature, la responsabilità di contenuti e ospiti delle conferenze stampa è unicamente in capo ai parlamentari proponenti. Rivolgo il mio appello alla responsabilità e al rispetto delle istituzioni», scrive Fontana.

Furgiuele, però, non arretra: «Fontana non parla a nome del mio partito ma ricopre il suo ruolo istituzionale, fa il suo dovere. E' assediato dalle opposizioni, dagli attacchi violenti di chi vive nella ztl e non sa cosa accade a Termini o a Lamezia Terme, è ovvio che abbia detto così. Io gli voglio bene, ma lui non mi ha mai fatto sconti, mi ha anche sospeso per sette giorni. Furgiuele non vuole sconti», replica il leghista.

In Transatlantico monta «la preoccupazione» delle opposizioni, che valutano iniziative di protesta per stigmatizzare la presenza «di estremisti fascisti» in Parlamento e ostacolare il loro ingresso a Montecitorio. La capogruppo Pd Chiara Braga chiama in causa il collega del Carroccio Riccardo Molinari: «Convinca il deputato del suo gruppo a fare un passo indietro e impedisca questa grave offesa alle istituzioni. Sarebbe un grave precedente che il gruppo della Lega non dovrebbe sottovalutare: il Parlamento non può diventare una tribuna per ideologie fondate sull’odio e sulla violenza», attacca.

La risposta di Romeo non tarda: «A chi ci chiama in causa urlando, che novità, al fascismo, rispondiamo ricordando che proprio pochi giorni fa lo stesso Pd ha invitato alla Camera Abu Omar, coinvolto nella maxi inchiesta Domino sulla cupola di Hamas in Italia. Con quale coraggio Braga ci fa la morale, mentre il suo partito strizza l'occhio ai terroristi?», aggiunge. Poi precisa: «La Lega storicamente non ha mai avuto nulla a che fare con Skinhead e facinorosi. Ogni deputato è libero di organizzare autonomamente un evento senza il consenso del gruppo, come è avvenuto in questo caso».

Molinari sottolinea: «Riteniamo che sarebbe stato molto meglio parlare dello straordinario lavoro che il ministro Piantedosi e il sottosegretario Molteni stanno facendo sul fronte della sicurezza, invece che di una proposta di legge che non è della Lega». Furgiuele, ancora una volta, non si scompone: «Il mio capogruppo ha risposto benissimo e sono orgoglioso di essere il suo vice. Io non rinfaccerò mai alla Braga gli ospiti che il suo partito ha portato alla Camera, perché io sono veramente democratico», risponde.

Anche M5S, Avs e Più Europa protestano. Il capogruppo pentastellato Riccardo Ricciardi scrive a Fontana esprimendo «indignazione e forte contrarietà» e chiede l’annullamento dell’evento: «E' inconcepibile dare ospitalità nelle istituzioni a coloro che mostrano costante disprezzo per i valori democratici e promuovono violenza e odio politico».

Angelo Bonelli attacca: «La memoria dei nostri padri e delle madri costituenti non può essere offesa. Consentire a organizzazioni neofasciste di utilizzare gli spazi della Camera significa calpestare la Costituzione e trasformare le istituzioni repubblicane in una tribuna per chi nega diritti, uguaglianza e dignità. Una ferita alla democrazia che non può essere tollerata». Riccardo Magi aggiunge: «Il punto non è se la conferenza stampa che mette insieme tutte le sigle della destra più estrema domani alla Camera sia o meno da fare. Il punto politico vero è che la mancata presa di distanza, se non una vera e propria accondiscendenza, da parte di Lega, FdI e Forza Italia per la presentazione di nuove leggi razziali segnano un punto di non ritorno per la maggioranza di governo».

Furgiuele, preparandosi allo 'show' di domani, scherza: «Che mondo sarebbe senza Furgiuele?». Alla domanda sulle possibili proteste risponde: «Spero di no, spero che i democratici non attuino un comportamento antidemocratico. Mi dispiacerebbe se qualche mio collega deputato, e io ho con tutti ottimi rapporti, utilizzasse questa occasione per compiere uno sgarbo istituzionale, perché così lo prenderei dal momento che è un'iniziativa di un parlamentare».