E’ tutto pronto per le elezioni della Provincia di Cosenza. Oggi sono state presentate le liste a sostegno dei due candidati presidente: da un lato Franz Caruso, primo cittadino di Cosenza, dall’altro Biagio Faragalli, sindaco di Montalto Uffugo. Elezioni che valgono politicamente molto di più della presa del Palazzo di piazza XV Marzo. Il centrosinistra non ha mai fatto mistero che scippare al centrodestra la Provincia di Cosenza, la più vasta della Calabria in termini territoriali, può suonare come un avviso di sfratto dalla Regione.

Ma si sa, di buone intenzioni sono lastricate le vie dell’inferno. Così il centrosinistra sembra aver messo in campo la solita tattica suicida con il percorso verso la candidatura di Caruso molto accidentato. Prima è stata Avs a contestare la candidatura, proponendo in alternativa quella del sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi. Poi un pezzo del Pd, quello riconducibile a Nicola Adamo e Enza Bruno Bossio, a diffondere un documento in cui bollava il sindaco di Cosenza come “autocandidato”. Contestazione che può apparire curiosa, ma figlia di quello che è accaduto a Palazzo dei Bruzi con un rimpasto di giunta che ha creato non poche frizioni nel Pd bruzio con uno dei due circoli che ha pesantemente contestato le scelte di Caruso. In un clima del genere difficile fare liste competitive.

Qualcuno sottolinea come l’assenza di sindaci nelle liste di Caruso, a parte quello di Acri e quello di Cerchiara, sia frutto di una mancata condivisione delle scelte. Il problema del centrosinistra sembra sempre lì ovvero l’assenza di un coordinamento politico che porti ad una sintesi condivisa. Nel corso delle ultime settimane Sandro Principe aveva lanciato l’idea di una sorta di Draghi, necessario per superare le pesanti difficoltà economico-finanziarie dell’ente. Un appello che però è caduto nel vuoto. Caruso ha tirato dritto con il sostegno del Pd romano.

Viceversa il centrodestra ha indicato Biagio Faragalli in maniera compatta. Dopo varie ipotesi il nome del sindaco di Montalto è venuto fuori dal tavolo di tutti i rappresentanti del centrodestra. Così ogni partito ha dato il suo contributo alle liste. Fra i candidati ci sono esponenti di Noi Moderati, della Lega, di Fratelli d’Italia e ovviamente di Forza Italia che presenta una lista col simbolo. Dall’altra parte mancano i Socialisti, il M5s che di amministratori ne ha pochi e ovviamente di Avs, per questioni pratiche ma anche politiche. Non solo, ma nei comuni amministrati sulla carta dal centrosinistra, esistono divisioni. Pensiamo a Corigliano Rossano, guidato da Flavio Stasi, che fa parte dei Comuni di grande fascia. Un candidato si è schierato con Caruso, ben due con Faragalli. Altro comune di centrosinistra è Rende. Qui Caruso e Faragalli fanno pari e patta con un candidato consigliere a testa.

Altra nota dolente per le liste di Caruso è l’eccessiva concentrazione nell’area urbana con ben sei candidati del Comune di Cosenza. Scarsa invece la rappresentanza politica sul Tirreno e anche sul Pollino. Questo significa che se Faragalli riesce a limitare i danni nelle grandi città, rischia di vincere soprattutto con il sostegno dei comuni più piccoli. Nel centrosinistra, poi, rimane l’incognita dei franchi tiratori. Fino a pochi giorni fa si pensava che le candidature da quel fronte sarebbero state due. Alla fine i dissidenti rispetto Caruso non si sono organizzati, ma bisogna vedere se andranno realmente a votare o magari voteranno di pancia.

Lo vedremo appunto l’otto di ottobre. Essendo queste elezioni di secondo grado, riservate cioè a sindaci e consiglieri comunali, sulla carta Franz Caruso ha la strada in discesa visto che il centrosinistra governa molti più comuni del centrodestra. Ma nel centrosinistra spesso niente è come appare.