Per il segretario Nicola Irto la riforma potrebbe tradursi in meno risorse e servizi per la Calabria. Nel mirino anche Roberto Occhiuto, invitato a chiarire la posizione della Regione sul decreto e sull'autonomia differenziata
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«È inaccettabile la fretta con cui il governo Meloni procede sul federalismo fiscale regionale, malgrado la mancata intesa in Conferenza unificata. Sarebbe un errore gravissimo andare avanti senza avere assicurato il finanziamento dei Lep, una perequazione effettiva e il superamento dei divari infrastrutturali. Destinata a cambiare il finanziamento delle Regioni, dei servizi sociali, del trasporto pubblico e delle politiche per il lavoro, per la famiglia e per le persone con disabilità, questa riforma viene spinta in avanti per rispettare una scadenza, senza però avere sciolto le questioni fondamentali sul Mezzogiorno».
Lo afferma il Pd Calabria dopo la decisione del Consiglio dei ministri di proseguire nell'adozione del decreto legislativo sui tributi regionali e locali e sul federalismo fiscale regionale, nonostante il mancato accordo con le autonomie territoriali.
L’affondo del Pd
«Il governo – afferma il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria – vuole sostituire miliardi di trasferimenti statali con compartecipazioni fiscali e meccanismi perequativi ancora incompleti. Per la Calabria, che dispone di una capacità fiscale molto più bassa rispetto alle Regioni settentrionali, questa operazione può determinare nel tempo minori risorse, maggiore pressione tributaria e riduzione dei servizi».
Il Pd Calabria sottolinea che il decreto interviene mentre restano aperte questioni fondamentali come la definizione e il finanziamento dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep), il superamento della spesa storica, il recupero dei ritardi infrastrutturali e la copertura delle funzioni che non rientrano nei Lep.
«Senza risorse stabili – proseguono i dem – l'autonomia finanziaria sarà soltanto formale. Le Regioni più ricche possono contare su redditi maggiori e su una capacità fiscale assai più elevata. La Calabria, invece, necessita di una perequazione stabile per garantire gli stessi diritti ai cittadini. Ridurre quella solidarietà o piegarla di anno in anno alle esigenze del bilancio statale significherebbe trasformare le differenze economiche in diseguaglianze nei diritti».
Federalismo fiscale e autonomia differenziata «combinazione pericolosa»
«Federalismo fiscale e autonomia differenziata – osserva ancora Irto – rappresentano una combinazione molto pericolosa. Separatamente possono produrre effetti rilevanti, ma insieme rischiano di ampliare ulteriormente i divari territoriali».
Il Pd Calabria chiama quindi in causa il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, chiedendogli di «dare una spiegazione ai calabresi». I dem ricordano che il Def della Regione Calabria riconosce come l'avanzamento dell'autonomia senza Lep finanziati e senza una perequazione effettiva possa accentuare le disparità tra i territori.
«Ciononostante – sottolinea il Pd – Occhiuto ha sostenuto le pre-intese sull'autonomia differenziata, comprese quelle relative alla sanità. Inoltre, cinque altre Regioni hanno formalizzato le proprie obiezioni al decreto. Il presidente chiarisca quale posizione abbia sostenuto e con quali risultati».
«Il presidente della Regione – conclude il Pd Calabria – non può esprimere cautele nei documenti ufficiali e sostenere, nelle sedi politiche, le scelte del governo nazionale. Prima vanno garantiti gli stessi diritti ai cittadini, indipendentemente dalla Regione in cui vivono, e recuperato il divario infrastrutturale che penalizza il Mezzogiorno. Solo dopo si potrà discutere di trasferimento di funzioni e di autonomia finanziaria».

