A un giorno dal voto in Aula al Senato, torna in discussione il tema delle preferenze dopo la riapertura dei termini decisa dal presidente Ignazio La Russa. In Fratelli d’Italia «non si esclude nulla», mentre Forza Italia teme che una modifica possa mettere a rischio l’intera riforma
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
Roma, aula del senato della Repubblica foto dell'aula del senato della Repubblica vuota
«A questo punto non si esclude nulla». È quanto trapela da fonti di Fratelli d’Italia sul tema delle preferenze all’interno della nuova legge elettorale. «Non votarle ci mette oggettivamente in difficoltà», riferiscono altre fonti dello stesso partito.
A un giorno dall’avvio del voto in Aula al Senato, il tema delle preferenze torna così ad animare il confronto nella maggioranza, che entro domani – quando nel pomeriggio sono attesi i primi pareri – dovrà sciogliere i nodi ancora aperti.
La questione è riemersa dopo la decisione del presidente del Senato, Ignazio La Russa, da sempre favorevole alle preferenze, di riaprire i termini per la presentazione dei subemendamenti all’emendamento unitario della maggioranza, che Fratelli d’Italia era riuscita a far condividere agli alleati nonostante posizioni inizialmente molto distanti.
A tentare Fratelli d’Italia sono alcuni subemendamenti presentati dal Partito democratico proprio sul tema delle preferenze. In particolare, quello a prima firma del senatore Nicola Irto, insieme ad altre proposte firmate da Dario Parrini, che in Aula ha provocato: «Fratelli d’Italia voterà come ha fatto alla Camera le preferenze libere o si piegherà e calerà le brache alla logica di coalizione?».
L’approvazione dell’emendamento in Commissione aveva infatti precluso il dibattito sulle altre proposte delle opposizioni, che al Senato avevano trovato una posizione comune tra Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva.
Proprio in seguito alle proteste delle opposizioni e a un confronto informale con i capigruppo, La Russa ha deciso di riaprire i termini per i subemendamenti. In base al regolamento del Senato, l’Aula dovrà esprimersi prima sui subemendamenti – che richiedono il parere del Governo e il voto dell’Assemblea – e successivamente sull’emendamento della maggioranza.
L’esame della proposta Irto e degli altri subemendamenti dem rischia ora di dividere la maggioranza. «La posizione di Fratelli d’Italia è sempre stata a favore delle preferenze», fanno notare esponenti parlamentari del partito, spiegando che la decisione finale sarà rimessa alle valutazioni dei vertici e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
In Forza Italia, intanto, prevale la prudenza. «Cambierebbe la legge in maniera sostanziale, non penso che Fratelli d’Italia voti con l’opposizione», osserva un esponente azzurro. Ma c’è anche chi avverte: «Così salta la legge».
Anche nella Lega emergono dubbi, pur con toni più cauti: «Anche sul ballottaggio si era aperta una riflessione, poi si è chiusa».

