Settembre dovrebbe essere il mese della ripresa. Si torna a scuola, si torna al lavoro, ma i nostri consiglieri regionali, di tornare in aula, non ne vogliono sapere proprio. L’ultima capigruppo ha infatti fissato la prossima riunione del consiglio regionale per la fine di settembre, rinviando fra le altre cose anche la tanto contestata riforma del trasporto pubblico locale che il centrodestra prima dell’estate sembrava voler approvare in fretta e furia.

Se si considera che l’ultima seduta si è svolta i primi di agosto, i consiglieri si sono presi vacanze mica male al punto che la capogruppo regionale del M5s, Elisa Scutellà, al Fatto Quotidiano ha commentato «Prima dell’estate il centrodestra voleva approvare in fretta e furia la riforma del trasporto pubblico locale. Ora stranamente sembra non avere nessuna fretta di approvarla né di legiferare su alcunché al punto che la capigruppo ha fissato per fine settembre la prossima riunione del Consiglio. I casi sono due: o la Calabria è una terra felice priva di emergenze da affrontare o il centrodestra è troppo concentrato sulle suppletive, dove Vannacci ha giocato un brutto tiro a Occhiuto».

In effetti la coincidenza di date appare singolare. A Reggio si voterà il 27 e 28 settembre, la seduta del Consiglio regionale dovrebbe tenersi subito dopo. I più maliziosi dicono anche che la scelta serve a “recuperare” in qualche modo Giannetta che nonostante Occhiuto abbia messo fuori dalla maggioranza, dice di voler votare a favore dei provvedimenti che riterrà più utili ai calabresi. Il punto è che il varo della nuova riforma sul trasporto pubblico locale passa solo con maggioranza qualificata ovvero 21 voti. Senza Giannetta non ci sono. Uno degli obiettivi allora del rinvio potrebbe essere quello di smorzare un po’ i toni e poi tornare successivamente alla carica per la riforma del Tpl.

E che nelle fila del centrodestra ci sia nervosismo lo si è capito dalla conferenza stampa che Occhiuto e Cannizzaro hanno voluto tenere alla Cittadella per presentare il candidato Fabio Roscioli. Occhiuto ha gridato nel microfono che con i traditori non si vince, con chiaro riferimento a Domenico Giannetta. Segno che la mossa di puntare sull’ex capogruppo di Forza Italia ha colpito perché si tratta di un profilo moderato. Da un lato rispetto ai futuristi sembra un pesce fuor d’acqua, dall’altro però è in grado di parlare a un elettorato più ampio di quello che di consueto si identifica con Vannacci. L’ex forzista, fra l’altro, può contare su un proprio elettorato di non poco conto essendo alla sua terza legislatura in consiglio regionale, l’ultima volta con diecimila voti.

Nervi resi ancora più tesi a causa di un sondaggio, in realtà anonimo non si sa chi l’abbia commissionato né chi lo abbia effettuato né in quale periodo. La rilevazione viene citata da Repubblica come “sondaggio, riservatissimo, arrivato in queste ore a Forza Italia” in base al quale il candidato del centrosinistra, Frank Benedetto, sarebbe in vantaggio di un punto rispetto al centrodestra proprio per i voti che Giannetta e Vannacci riuscirebbero ad ottenere. A gettare ulteriore benzina sul fuoco anche le tendenze che arrivano dalla Germania dove gli estremisti di destra dell’AfD sono riusciti a vincere le regionali in Sassonia. Si tratta proprio del gruppo che in Europa fa parte del raggruppamento in cui sta anche Vannacci e sono stati espulsi dal raggruppamento Patrioti proprio da Matteo Salvini che oggi esulta per i risultati in Germania.

Reggio quindi diventerebbe la dimostrazione plastica che senza Vannacci la Meloni rischia di perdere le elezioni. Con l’aggravante che la città dello Stretto da sempre è una roccaforte del centrodestra. Tutti concentrati a pancia bassa su Reggio allora, dove una sconfitta non è proprio contemplata. I problemi dei calabresi possono aspettare.