Cannizzaro rivendica di essere stato lui a chiedere al tesoriere del partito di candidarsi a Reggio. La mossa si inquadra nell’ambito della lotta mai risolta per il futuro governo di Forza Italia al punto che Tajani sarebbe stato messo di fronte al fatto compiuto. La strategia win win di Vannacci
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Tutto si può dire di Francesco Cannizzaro, tranne che non sia un generoso. Non solo perché ha lasciato uno scranno in Parlamento per mettersi al servizio dei suoi concittadini, ma per il modo in cui da sempre vive la politica. Così di fronte alla domanda di come sia finito il romano Fabio Roscioli, tesoriere nazionale di Forza Italia, avvocato di Fininvest e della famiglia Berlusconi, nel collegio Calabria 5 di Reggio Calabria, lui ci ha messo petto e faccia. «Fabio Roscioli non è stato imposto da Roma. Roscioli l’ho imposto io», ha detto ai cronisti. «Forza Italia in Calabria vale circa il 30 per cento. Nessuno avrebbe potuto imporre un nome a me, a Occhiuto o alla struttura regionale del partito – afferma Cannizzaro –. Siamo stati noi a proporre Fabio Roscioli. La scelta è stata poi condivisa da Antonio Tajani, dalla struttura nazionale di Forza Italia e da tutto il centrodestra».
Qualcuno magari ha sorriso alle parole del sindaco di Reggio Calabria, pensando che fossero dette ad arte per respingere la rappresentazione di un candidato calato dall’alto. In realtà forse solo l’ultima parte era una bugia. Da quanto abbiamo potuto apprendere, le cose sono andate proprio così. Sono stati proprio Roberto Occhiuto e Francesco Cannizzaro ad offrire a Roscioli un collegio sicuro per entrare in Parlamento. Una scelta che si inquadra nell’ambito del mai risolto braccio di ferro su chi governerà FI in futuro. Occhiuto ha pensato che offrire uno scranno a una persona così vicina alla famiglia Berlusconi e che, per inciso, ha in mano le chiavi della cassaforte, significa conquistare sempre più spazio nel partito. I retroscenisti dicono poi che la scelta sia stata fatta prendendo in contropiede il segretario nazionale Antonio Tajani col quale Roscioli in passato ha avuto qualche attrito. Tutto questo ha prodotto alcune suggestioni secondo le quali la decisione di Domenico Giannetta di sfidare Roscioli sotto le insegne di Futuro Nazionale sia stata non diciamo guidata, ma certamente non osteggiata all’interno di Forza Italia per creare problemi ad Occhiuto e alle sue ambizioni nazionali.
Non a caso Il Fatto Quotidiano riporta un retroscena secondo cui Marina Berlusconi ha convocato Tajani nella sua residenza estiva in Provenza. In agenda ci sarebbe la discussione sulla Finanziaria (la linea è quella di difendere a tutti i costi gli extraprofitti delle banche) ma anche le suppletive di Reggio Calabria, con un invito al segretario nazionale ad impegnarsi al massimo per garantire un’elezione che fino a qualche giorno fa sembrava tranquilla e oggi invece si è un filino complicata. Tanto che il tesoriere avrebbe riservatamente manifestato dispiacere —forse anche irritazione —per il sostegno tiepido alla sua candidatura del leader del partito
Insomma su Reggio convergono allora diversi equilibri: quelli interni alla coalizione di centrodestra ma anche quelli interni alla stessa Forza Italia. La posta in gioco è altissima ma chi ha da perdere è solo il partito del Presidente. Per Roberto Vannacci, invece, l’operazione Giannetta sembra comunque vincente. Come scrive il CorSera avrà l’occasione per farsi misurare e temere dal centrodestra, ma ha anche messo il classico dito nell’occhio a Roberto Occhiuto che pubblicamente è sempre stato durissimo contro il Generale.



