Elisa Scutellà (M5s) dice che il referendum avrebbe messo in difficoltà politica il Governatore anche con Roma e annuncia che la minoranza non abbasserà la guardia su eventuali giochini della maggioranza. Bruno (Tridico Presidente): «Battaglia vinta ora risposte vere per i calabresi»
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«La paura di prendere una sonora batosta politica, che potrebbe frenare la sua corsa verso la segreteria nazionale di Forza Italia, ha indotto Roberto Occhiuto a fare finalmente un passo indietro sui sottosegretari. Se dovessimo utilizzare il suo lessico istituzionale potremo definirlo "sfigato", ma noi abbiamo rispetto dei ruoli e quello che ci preme sono solo i risultati per i calabresi». Cosi Elisa Scutellà, capogruppo regionale del M5s, commenta la proposta di legge che il centrodestra ha depositato con un blitz per eliminare la figura dei sottosegretari.
«E' evidente che il presidente Occhiuto ha colto al balzo la sacrosanta protesta dei calabresi (che autorevoli esponenti della sua parte politica cercano di demonizzare) per uscire da un cul de sac. Il referendum si sarebbe trasformato in un vero e proprio avviso di sfratto per questo centrodestra - continua l'esponente pentastellata - visto che i calabresi, affogati da una crisi economica che il Governo centrale non sembra in grado di contrastare, difficilmente avrebbero acconsentito ad un ulteriore aumento dei costi della politica. Una figuraccia che nessuna presentazione di libro avrebbe potuto attenuare su Roma»
«A questo proposito come opposizione accogliamo con soddisfazione una vittoria politica che abbiamo condotto con pervicacia e in maniera unitaria - dice la capogruppo - per questo non abbasseremo la guardia perché la proposta di legge presentata ha bisogno di una doppia lettura per essere approvata. Se il centrodestra ha in mente di fare giochini in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, sta facendo i conti senza l'oste. Su questo dossier non gli daremo tregua».
«Pur di non dare la parola ai cittadini la maggioranza annulla la legge: cancella assessori e sottosegretari. Un provvedimento di buon senso che arriva però solo per la paura del confronto democratico e dello stato di esasperazione dei Calabresi. Si è inserita la retromarcia ad un millimetro dal baratro perché fino ad oggi, anziché pensare ai cittadini, hanno pensato a poltrone, riposizionamenti interni e ambizioni parlamentari». E’ quanto dichiara invece l’esponente dem, Rosellina Madeo
«Una continua fuga dalla realtà, da quelle che sono le esigenze reali della Calabria. In sostanza una fuga dalla Cittadella - dice la Madeo - Ma se pezzi di governo regionale pensano già ad altri lidi e guardano verso Roma, possono stare tranquilli: noi siamo pronti a Governare e offrire risposte concrete ai cittadini»
Enzo Bruno (Tridico presidente) rivendica il percorso condotto dalle opposizioni anche nelle sedi giudiziarie: «Con risorse nostre abbiamo sostenuto questa battaglia e difeso il diritto dei calabresi a pronunciarsi. Ora Occhiuto, invece di riconoscere l’errore, porta in Consiglio due provvedimenti: uno per abrogare la legge e uno per sospendere il referendum. Voteremo politicamente a favore, perché fermare questa operazione è il risultato per cui ci siamo battuti. Ma non accettiamo che il presidente scarichi sul Consiglio la responsabilità delle proprie scelte».
«Il risparmio dei sette milioni destinati al referendum non può diventare una bandiera propagandistica. Quel costo nasce da una decisione della maggioranza, non dell’opposizione. E mentre la Calabria protesta, servono interventi strutturali, a partire dall’abbattimento delle accise, non operazioni di fumo negli occhi», dice Bruno.
Per questo, annuncia Bruno, «all’inizio della seduta presenteremo una mozione firmata da tutti e dieci i consiglieri di centrosinistra, con una piattaforma di proposte per dare voce ad agricoltori, pescatori e imprese che non riescono più ad andare avanti. Chiederemo che venga discussa come primo punto: mi auguro che la maggioranza consenta all’Aula di affrontare questa emergenza»..

