Pnrr

Milano pronta a prendere i fondi di chi non riuscirà a spendere. I sindaci del Sud: «Non lasceremo neanche un euro»

La risposta degli oltre 500 primi cittadini riuniti sotto la sigla Recovery Sud a Beppe Sala, che aveva detto: «Ci candidiamo a usare i residui di chi non sarà in grado di investire nei tempi previsti» (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Redazione
14 dicembre 2021
23:17

Milano, nella persona del suo sindaco Beppe Sala, si dice pronta a spendere i fondi del Pnrr che il Sud non riuscirà a spendere ma i sindaci meridionali non ci stanno e rispondono piccati. «Caro Beppe, non ti preoccupare, noi non ti lasceremo neanche un euro da spendere. Se per la prima volta nella storia d'Italia i sindaci del Sud hanno deciso di fare squadra, è proprio per scongiurare questa eventualità». Così gli oltre 500 sindaci delle regioni del Sud Italia, riuniti sotto la sigla Recovery Sud, dopo che il primo cittadino di Milano, Beppe Sala, a margine della tappa milanese di "Italia domani" sul Pnrr ha detto che «Milano si candida, qualora ci siano realtà locali non in grado di garantire la possibilità di investire nei tempi corretti, di utilizzare i residui che ci saranno».

«Ci stiamo mettendo 'pancia a terra' - dicono i sindaci del Recovery Sud - per esprimere tutte le progettualità che servono per porre fine, una volta per tutte, al divario Nord-Sud. Anche se abbiamo macchine amministrative inadeguate, impoverite dai meccanismi perversi del federalismo fiscale, che non ha mai portato all'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni, che non garantisce oggi servizi e diritti uguali su tutto il territorio nazionale, nonostante questo, noi stiamo tirando fuori tutte le nostre energie per farcela. È successo tante volte, purtroppo, che i fondi destinati al Sud siano stati dirottati altrove. Ora non succederà».


«Caro Beppe, anziché auspicare un nostro insuccesso - concludono - , ti diamo un suggerimento: la tua città è piena di meridionali. Incontrali, ascoltali, e fatti suggerire da loro come proprio la capitale economica della nostra nazione, anziché sollecitare altre migrazioni, può aiutare il Sud a diventare la nuova locomotiva di una Italia finalmente unita».

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