Doveva essere la giornata della sintesi, si è trasformata come ampiamente prevedibile nell’ennesima, vibrante arena politica. Il Consiglio comunale straordinario sul nuovo ospedale di Catanzaro, convocato dal presidente Gianmichele Bosco, ha messo a nudo tutte le fragilità, i tatticismi e le contraddizioni di una politica cittadina che fatica a trovare un baricentro. Sul tavolo non c'era solo un dossier tecnico: c'è la scelta che segnerà l’assetto del capoluogo per i prossimi decenni. Spostare tutto a Germaneto, in asse con il policlinico universitario, o difendere la centralità storica e urbana del Pugliese-Ciaccio? Alla fine la massima assise cittadina ha partorito la stessa mozione votata nel 2016: favorevole all’individuazione dell’area tra Pugliese e Ciaccio per la costruzione del nuovo nosocomio. E c’è stato chi ha fatto notare che sono stati persi 10 anni mentre nelle altre città calabresi sono già partiti i cantieri. La mozione ha ottenuto 17 favorevoli e 11 astenuti

L’intervento del sindaco Nicola Fiorita

«Non vorrei che la mia disponibilità e questo mio tentativo odierno venissero strumentalizzati per scaricare le responsabilità su questo sindaco. Soprattutto da chi, rappresentando il principale partito di Governo e la seconda forza politica in Regione, avrebbe tutte le possibilità di incidere sulla scelta del luogo nelle sedi in cui essa deve, in prima istanza, essere assunta. Considero questo dibattito in Consiglio comunale un momento di grandissima crescita democratica e un segnale sicuramente positivo. Credo tuttavia, con altrettanta fermezza, che questa discussione non arrivi nei tempi giusti e poggi su ipotesi parziali, risultando in qualche modo 'monca'. La scelta della localizzazione del nuovo ospedale avrebbe dovuto essere il punto di caduta di un discorso complessivo, capace di coniugare la visione urbanistica della città e le reali disponibilità finanziarie con le prospettive della sanità locale. Condivido il disappunto di alcuni consiglieri nel vedere un ragionamento così complesso inevitabilmente compresso da un ordine del giorno che ci impone una scelta secca sull'unificazione del nuovo ospedale. Tuttavia, oggi siamo qui e il Consiglio comunale è stato convocato per esprimersi su questo specifico punto. La buona politica dovrebbe decidere sia con la testa che con il cuore, guardando al presente ma con gli occhi rivolti al futuro. Se siamo chiamati a esprimerci, un Consiglio che rivendica il diritto e il potere della politica cittadina di decidere non può tirarsi indietro: non decidere sarebbe un errore davvero clamoroso.

Dovendo scegliere, non posso che mettere il presente prima del futuro, tutelando ciò che già esiste prima di pensare a ciò che ancora non c'è. Il vero problema, già emerso in passato — come quando la politica catanzarese decise di spostare l'università a Germaneto —, non è stata solo la scelta in sé, ma il fatto che non sia stata accompagnata da una riflessione su come riempire il vuoto che si andava a creare. Si è costruita la Cittadella senza pensare a cosa sarebbe successo a quei quartieri e a quegli spazi urbani che venivano svuotati di funzioni e uffici.

Oggi non possiamo ripetere lo stesso errore. Non possiamo pensare di svuotare l'ospedale “Pugliese” senza sapere cosa ne sarà di quella struttura, e senza avere garanzie, risorse e progetti certi che definiscano cosa avverrà dopo un eventuale spostamento. Per queste ragioni, pur ribadendo che avremmo dovuto imboccare un percorso diverso e assumere una decisione più complessa, esprimerò voto favorevole all'ordine del giorno così come viene proposto oggi al voto dell'aula».

La palla passa alla Cittadella (e al Politecnico di Milano)
Cosa resta, dunque, al termine di questa lunghissima giornata in via Jannoni? Resta un voto favorevole che forse mette un punto fermo (in attesa delle determinazione del Politecnico di Milano che potrebbero ribaltare quanto deliberato), ma restano soprattutto le distanze e in generale si evidenzia la generale debolezza della politica cittadina. Fiorita incassa l'ordine del giorno e rilancia la palla nel campo del centrodestra regionale: i riflettori sulla sanità del capoluogo restano accesi, e il clima si preannuncia sempre più rovente.