Vannacci preoccupa gli ambienti politici italiani, da destra a sinistra. Preoccupa perché inevitabilmente il generale sposterà i temi elettorali verso toni sempre più estremisti, scavalcando a destra partiti e movimenti che oggi sostengono la Meloni.

Probabilmente Vannacci oggi incassa gli effetti di una notevole e gratuita pubblicità che proviene da tutta la stampa.

Col tempo è probabile che il fenomeno si sgonfi e Vannacci rientri sotto il 3%, cioè sotto la soglia per entrare in Parlamento.

Intanto la Lega non sta a guardare e comincia a discutere seriamente su come arginare Vannacci, che punta a pescare nell’elettorato della stessa Lega ma anche in Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Salvini, Zaia e i vertici della Lega stanno preparando le contromisure.

Ma una domanda fondamentale se la stanno ponendo un po’ tutti. Chi finanzia Vannacci? Entriamo nel merito.

Oltre 300mila euro in quattro mesi sono finiti nelle casse del generale. Da dove provengono? Dall’edilizia ai carburanti.

Ma andiamo nel dettaglio per scoprire chi sostiene Futuro Nazionale.

In appena quattro mesi dalla nascita, Futuro Nazionale — il partito del generale Roberto Vannacci — ha raccolto oltre 300mila euro in donazioni. I dati pubblici del Registro della trasparenza della Camera e le comunicazioni del partito, ricostruite anche da Pagella Politica, quantificano i versamenti in circa 316mila euro provenienti da una trentina di donatori tra persone fisiche e aziende.

La mappa dei finanziatori mostra sostegni distribuiti in settori strategici: edilizia, energia, infrastrutture, agroalimentare e commercio di lusso. Un chiaro segnale che l’ascesa politica dell’ex generale attira interesse oltre l’ambito mediatico.

Il principale contributore: “Il Mondo al Contrario”

Il contributo più consistente arriva dall’associazione Il Mondo al Contrario, nata attorno al libro che ha lanciato Vannacci: oltre 80mila euro, circa un quarto del totale. L’associazione, nata come fenomeno editoriale, ha organizzato decine di eventi pubblici e si è trasformata in una piattaforma di sostegno politico, finanziando in parte il lancio del nuovo partito.

Edilizia in prima fila

Tra i finanziatori spiccano società legate alla famiglia Cieri: Ecoholding Srl (30mila euro), Ecolattanzio Srl e Stabilia Italia Srl (15mila euro ciascuna). Il cognome è noto anche per la vicenda giudiziaria legata al crollo di San Valentino a Roma: nel 2025 Luca Cieri è stato condannato in primo grado per responsabilità relative ai lavori nell’area della voragine che provocò danni e evacuazioni.

Nel settore immobiliare figura anche il Consorzio Key Re Management, nato nell’era del Superbonus 110% per coordinare riqualificazioni e cantieri, che ha donato 5mila euro.

Energia: un grande donatore dai carburanti

Dal comparto energetico arriva un altro contributo rilevante: la CPP Compagnia Petrolifera Piemontese ha donato 30mila euro. L’azienda opera nella distribuzione di carburanti e nella gestione di stazioni di servizio. La presenza di un operatore del settore evidenzia l’attenzione di parte dell’economia tradizionale verso un soggetto politico critico sulle politiche europee di transizione energetica.

Infrastrutture, agroalimentare e lusso

Ci sono poi donazioni legate alle infrastrutture: Domenico Santoro, fondatore di Esim Srl (progettazione e manutenzione di impianti ferroviari), ha versato 12mila euro. Nel comparto agroalimentare compaiono Carciofi Romani Srl (1.000 euro) e MM Vini Srl (4.000 euro). Tra i sostenitori figura anche Lorenzo Ruzza, noto nell’ambito della vendita di orologi di lusso e attivo sui social.

Un test politico oltre che economico

Più che l’ammontare, è la varietà dei soggetti a essere politicamente rilevante: in pochi mesi Futuro Nazionale ha costruito una rete di sostenitori che attraversa diversi settori produttivi. Per alcuni imprenditori Vannacci non è solo un personaggio mediatico, ma un potenziale attore politico con cui investire.

I finanziamenti servono a sostenere l’organizzazione del partito, ma fungono anche da indicatore del credito che alcuni settori dell’economia italiana stanno concedendo a una delle figure più divisive del panorama politico nazionale.