Spirlì e la foglia di fico del centrosinistra, lo sfogo liberatorio di Graziano, Ionà che difende a oltranza Occhiuto e l’audio “involontario” di Pignataro. Ecco com’è andata
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Torna Perfidia e con essa si accende il clima politico in Calabria a pochi mesi dal voto per il rinnovo del Consiglio regionale. Il talk di approfondimento condotto da Antonella Grippo su LaC Tv ha inaugurato la nuova stagione con una puntata dal forte impatto, ospitando i rappresentanti delle principali forze in campo (QUI LA PUNTATA).
In studio si sono confrontati Nino Spirlì (Lega), già presidente facente funzioni della Regione Calabria, Emanuele Ionà (vicecoordinatore regionale di Forza Italia), Fernando Pignataro ( segretario di Alleanza Verdi e Sinistra) e Giuseppe Graziano, volto del Polo Riformista e presidente di Azione. Un dibattito serrato, senza esclusione di colpi, che ha fatto emergere tutte le tensioni, le ambizioni e le fratture all'interno delle due coalizioni.
Spirlì su Tridico: «Una foglia di fico con il capello liscio»
Particolarmente critico l’intervento di Spirlì nei confronti della candidatura dell’economista Pasquale Tridico, sostenuto dal campo largo di centrosinistra. «Hanno scelto la migliore foglia di fico – ha commentato l’esponente leghista – il classico grillino col capello liscio e la faccetta carina, ma che propone idee irrealizzabili come il reddito di dignità».
Secondo Ionà «Tridico è una figura autorevole, ma restano molte perplessità sulla sua proposta politica. Bisogna capire se conosce davvero la Calabria, se la vive. E soprattutto: cosa dirà agli elettori che lo hanno votato alle europee se ora punta alla Regione?». Per il forzista, l’economista calabrese non ha risposto chiaramente alla domanda posta da Antonella Grippo sul suo futuro politico: «Ha dribblato, ma conosciamo tutti la risposta».
Pignataro e l’audio "involontario": «Quasi quasi lo pubblicavo io»
Toni meno polemici ma non privi di autocritica da parte di Fernando Pignataro, segretario regionale di AVS, al centro delle polemiche per un audio trapelato nei giorni caldi delle trattative del centrosinistra, in cui manifestava il proprio disagio per le scelte di Pd e M5S. «È stato un errore dovuto alla mia poca dimestichezza con la tecnologia – ha ammesso – e alla tendenza a condividere sempre tutto con i miei compagni. Ma visto il clamore che ha generato, quasi quasi lo avrei diffuso volontariamente».
Graziano contro Occhiuto: «Quattro anni di crampi allo stomaco»
A scaldare ancora di più il dibattito è stato Giuseppe Graziano, protagonista di una doppia rottura: con Carlo Calenda e con Roberto Occhiuto. L’ex generale ha rivendicato la scelta del Polo Riformista di sostenere Tridico, andando contro la linea nazionale di Azione, che ha deciso di non appoggiare candidati espressi dal M5S: «Sono stato io a chiedere personalmente a Tridico di candidarsi, andandolo a trovare a casa sua».
La replica di Spirlì è stata immediata: «Così sconfessi tre anni di sostegno alla giunta Occhiuto». Ma Graziano non ha arretrato di un passo: «Abbiamo sostenuto lealmente il presidente, ma non siamo mai stati valorizzati. Sono stati quattro anni inutili, non l’ho detto prima per rispetto della della coalizione, ma li ho vissuti con crampi allo stomaco quotidiani». Poi l’affondo finale, quasi liberatorio: «Né io, né De Nisi abbiamo mai chiesto di fare gli assessori».
Ionà: «Governo Occhiuto positivo, ora avanti con i risultati»
A difendere l’operato del presidente Occhiuto ci hanno pensato, con accenti diversi, Spirlì e soprattutto Ionà, il quale ha risposto punto su punto alle accuse di Graziano: «In questi anni sono stati ottenuti risultati importanti, dall’agricoltura, al turismo alle infrastrutture, fino ai nuovi ospedali. La giunta ha lavorato con serietà, e questo è sotto gli occhi di tutti».
La prima puntata di Perfidia ha messo in chiaro che la campagna elettorale sarà tutt’altro che noiosa. La sfida è appena cominciata.