L’ex presidente della Camera nel corso della presentazione del suo libro “Al centro dell’aula” alla rassegna “Libri & Bollicine”: «I cittadini sono stati espropriati della scelta dei parlamentari». Poi la gag con in mano la casacca giallorossa: «Spero di tornare per la sfida col Bologna»
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Sulla legge elettorale serve un compromesso vero, non di facciata. È il messaggio che Pier Ferdinando Casini ha lanciato da Catanzaro nel corso della presentazione del suo libro “Al centro dell’aula” alla rassegna “Libri & Bollicine”.
«Mai come in questo momento bisogna stipulare un nuovo patto», ha detto Casini. «Il coraggio lo deve avere Meloni di sedersi al tavolo non solo per forma ma per sostanza, e Schlein, Conte, Renzi e gli altri leader dell’opposizione devono avere non solo l’opzione ma la necessità di sedersi a quel tavolo».
Per Casini il problema di fondo è la perdita del rapporto diretto tra cittadini ed eletti: «I cittadini sono stati espropriati della possibilità di scegliere i propri parlamentari, con le preferenze o con i collegi uninominali. Poi ci lamentiamo che la gente non va a votare: è la conseguenza di questo esproprio».
Un monito trasversale: «In politica è più facile dire di no che assumersi la responsabilità di un compromesso. Ma per fare un compromesso bisogna essere in due».
Basta usare le elezioni amministrative come termometro della politica nazionale. È la posizione espressa da Pier Ferdinando Casini a Catanzaro nel corso della presentazione del libro «Al centro dell’aula» alla rassegna «Libri & Bollicine».
«Le amministrative sono le elezioni dei comuni e delle regioni, le politiche sono le elezioni del Parlamento nazionale», ha detto Casini. «Tre passaggi diversi: mischiarli non serve a niente, sono valutazioni diverse che si fanno a seconda della specificità».
Sul tema della politica estera come collante dell’opposizione, Casini ha posto invece un distinguo netto: «La propaganda elettorale si può fare su tante cose, non sulla politica estera. La politica estera è troppo importante. L’opposizione deve presentare una piattaforma chiara agli elettori, non procedere in ordine sparso».
Sull’autonomia differenziata Pier Ferdinando Casini non si sbilancia, ma avverte: «se penalizza il Sud va respinta». È la posizione espressa a Catanzaro nel corso della presentazione del libro «Al centro dell’aula» alla rassegna «Libri & Bollicine».
«L’autonomia se realizzata bene è un elemento positivo», ha detto Casini. «Se questo crea disparità a svantaggio dei territori meridionali è una cosa assolutamente da respingere. Per ora si sono maturati molti slogan: vediamo come ci sarà la declinazione concreta. Qualche dubbio l’ho».
Casini ha inquadrato la questione in un ragionamento più ampio sul Mezzogiorno: «È un territorio fantastico, può essere un elemento di arricchimento enorme per il Paese. Altri Paesi in Europa non hanno la potenzialità del Mezzogiorno».
«Rischiamo di diventare sudditi. E quando si è sudditi non si è mai felici». È l’avvertimento lanciato da Pier Ferdinando Casini a Catanzaro, nel corso della presentazione del suo libro «Al centro dell’aula» alla rassegna «Libri & Bollicine» all’Hotel Guglielmo.
Per Casini la politica estera non può essere terreno di propaganda né di divisione interna all’opposizione: «Non si può sull’Ucraina procedere in ordine sparso. In queste ore ci sono bombardamenti continui su Kiev: se qualcuno pensa che non ci riguardi, mi terrorizzo».
L’ex presidente della Camera ha rivendicato una visione chiara della propria collocazione internazionale: «Mi definisco sovranista europeo. Per me il sovranismo nazionale non ha senso». Un’Europa forte, ha spiegato, è l’unico strumento per non dipendere né da Washington né da Pechino: «Se vogliamo non essere sudditi dobbiamo prendere in mano il nostro destino, e lo si fa con una piattaforma di politica estera unitaria».
L’appello è rivolto a tutta l’opposizione: «La politica estera è troppo importante per essere ridotta a propaganda. Deve essere una piattaforma chiara che si presenta agli elettori».
«Spero di tornare l’anno prossimo non per presentare un libro, ma per assistere alla partita Catanzaro-Bologna». Con questa battuta, accompagnata dalla consegna della maglia giallorossa, il senatore Pier Ferdinando Casini ha conquistato il pubblico catanzarese riunito all’Hotel Guglielmo per la rassegna «Libri & Bollicine».
L’occasione è stata la presentazione del suo volume «Al centro dell’aula. Dalla Prima Repubblica a oggi», edito da Il Mulino, dialogo con lo storico Paolo Pombeni che ripercorre oltre quarant’anni di storia parlamentare italiana.
Eletto in Parlamento ininterrottamente dal 1983, Casini ha attraversato tutte le stagioni della Repubblica: dalla Democrazia Cristiana alla fine della Prima Repubblica, dal bipolarismo alle sfide geopolitiche attuali. Il libro alterna analisi politica, ricordi inediti e riflessioni sul ruolo del centro moderato nella democrazia italiana.
Il filo conduttore della serata è stato il tema della centralità del Parlamento, oggi a suo giudizio sempre più marginalizzato: «Il processo decisionale avviene su impulso del governo, il Parlamento spesso è spettatore o ratifica soltanto. Stare al centro dell’aula significa richiamare alla responsabilità di tutti per quello che noi siamo. La Costituzione ci chiede di essere una Repubblica parlamentare: un Parlamento spettatore, delegittimato, messo sullo sfondo non va bene». Ha detto Casini ai giornalisti a margine dell’incontro.
Sul declino della reputazione della classe politica, Casini è stato netto: «Nell’83, quando sono arrivato in Parlamento, essere parlamentare significava avere una reputazione, c’era la dignità di un ruolo. Oggi mi sembra che tutto questo non ci sia. Quando anche per un giovane l’impegno politico è diventato quasi negativo, questo è uno stereotipo molto pregiudizievole per il funzionamento della democrazia».
Sulla Prima Repubblica, Casini ha respinto ogni tentazione di nostalgia pur rivendicando il valore della memoria: «La politica non può vivere di nostalgie, deve vivere con la memoria, perché chi non ha memoria incorre negli errori del passato. Con le nostalgie non si fa politica: bisogna proiettarsi verso il futuro e avere la capacità di capire che ci sono sentieri nuovi da battere».
Tra i temi concreti affrontati, Casini ha richiamato l’attenzione sulla crisi del potere d’acquisto delle famiglie: «C’è una propaganda continua della politica e una difficoltà a parlare delle cose concrete. Il tema vero è il potere d’acquisto delle famiglie, come funziona la sanità, la difficoltà delle imprese, il costo dell’energia troppo alto sia per le aziende che per i cittadini. Queste sono le priorità italiane oggi. Il resto è un po’ una fuga dalla realtà».

