Le elezioni provinciali dell’8 marzo non sono soltanto una sfida tra due sindaci. Non sono soltanto il confronto tra centrodestra e centrosinistra. Non sono nemmeno soltanto un voto ponderato tra amministratori locali.

Questa volta, a dominare la scena è un’opera strategica destinata a cambiare per sempre gli equilibri dell’area urbana: il nuovo Ospedale Universitario da 900 posti letto che sorgerà tra Rende e Montalto Uffugo. E attorno a quell’asse sanitario, politico ed economico, si sta giocando la vera partita.

Biagio Faragalli: il candidato dell’asse regionale

Il centrodestra ha scelto Biagio Faragalli, sindaco di Montalto Uffugo.

Non è una candidatura neutra. Faragalli è considerato uomo politico di Gianluca Gallo, l’assessore regionale che alle ultime regionali ha raccolto oltre 30mila preferenze, uno dei pesi massimi dell’esecutivo regionale guidato da Roberto Occhiuto.

Montalto Uffugo, inoltre, non è un dettaglio geografico: il nuovo ospedale universitario sorgerà a ridosso del confine tra Rende e Montalto. Il sindaco del Comune direttamente interessato dall’infrastruttura più rilevante degli ultimi decenni diventa così il candidato presidente della Provincia. Coincidenza? Difficile crederlo.

La regia regionale è evidente: Occhiuto ha impostato la sanità calabrese su una visione di centralità e modernizzazione. Il nuovo hub universitario rappresenta il perno di questa strategia. Un’opera destinata a generare un indotto stimato in circa 30mila persone coinvolte direttamente e indirettamente tra personale sanitario, studenti, fornitori, servizi e attività collegate.

Franz Caruso e il rebus interno al centrosinistra

Sul fronte opposto c’è Franz Caruso, che ha scelto di correre in prima persona.

Ma la sua candidatura arriva in un momento politicamente delicato. Il recente cambio di giunta al Comune di Cosenza ha lasciato fuori figure che avevano contribuito in modo decisivo alla sua vittoria: Nicola Adamo e Luigi Incarnato.

In una elezione di secondo livello, dove votano sindaci e consiglieri comunali, i rapporti personali e le reti di consenso pesano quanto – se non più – dei simboli di partito. E ogni frattura può trasformarsi in voto disallineato.

Il passo indietro di Sandro Principe: la visione più grande

Un altro elemento decisivo è la scelta del sindaco di Rende, Sandro Principe, di rinunciare alla candidatura alla Provincia.

Una rinuncia che non è segno di debolezza, ma di calcolo politico: la priorità dichiarata è il mega ospedale universitario. Rende sarà il territorio maggiormente coinvolto dall’opera e Principe ha scelto di concentrarsi su quella partita strategica piuttosto che disperdere energie nella competizione provinciale.

La lettura è chiara: chi governerà la Provincia dovrà inevitabilmente dialogare, supportare e accompagnare la nascita dell’hub sanitario.

Il vero vincitore

Alla luce di questi fattori, la domanda non è soltanto chi tra Faragalli e Caruso diventerà presidente.

La vera questione è quale assetto politico garantirà maggiore sintonia con la governance regionale che ha messo l’ospedale al centro della propria agenda.

L’opera rappresenta: un investimento strutturale senza precedenti nell’area urbana Cosenza-Rende-Montalto; una leva occupazionale e accademica di dimensioni imponenti; un nuovo baricentro economico per l’intera provincia.

In questo scenario, le provinciali diventano un referendum implicito sulla visione sanitaria di Occhiuto.

E allora sì: comunque vada, l’8 marzo potrebbe sancire una verità politica semplice ma potente.

A vincere, prima ancora dei candidati, sarà l’Ospedale Universitario.