Il governatore dedica un reel a smontare la misura ipotizzata da Tridico a sostegno dei disoccupati: «Non si può fare, hanno cambiato versione tre volte». E poi ricorda i bandi della sua Giunta: «Calabresi, non fatevi ingannare»
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È uno dei temi portanti (insieme alla sanità) nella campagna elettorale di Pasquale Tridico: appena ufficializzata la propria candidatura alla Presidenza della Regione Calabria, l’europarlamentare M5s ha lanciato l’idea del Reddito di dignità, misura che ricorda il Reddito di cittadinanza di cui è considerato il padre e che è stata la bandiera dei Cinquestelle nella loro parentesi al Governo.
È, forse, la proposta che più preoccupa il centrodestra e Occhiuto. Non è un caso, dunque, che il governatore uscente – dopo un reel dedicato alla sanità nei giorni scorsi – ne abbia realizzato un altro apposta per smontare l’idea del Reddito di dignità, definendolo «una grande sola».
Occhiuto: «Il Reddito di dignità è una sola»
«Una grande grande sola», inizia così un video pubblicato dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sui suoi social, relativo al reddito di dignità proposto da Pasquale Tridico.
«Ma si può fare campagna elettorale in questo modo?», si chiede il governatore. «Si può fare campagna elettorale prendendo in giro i ragazzi, i giovani, speculando sul bisogno, sulla sofferenza, sulla disperazione di chi non ha un lavoro? Questi in 10 giorni hanno cambiato versione 3 volte. Hanno cominciato dicendo: ‘faremo il reddito di cittadinanza’. Poi qualcuno gli ha detto che il reddito di cittadinanza non si può fare a livello regionale.
E allora hanno cambiato versione: ‘faremo il reddito di dignità’. E ancora qualcuno gli ha detto, ‘guarda che non si può fare nemmeno il reddito di dignità a livello regionale’.
E quindi in 10 giorni hanno cambiato versione un’altra volta, la terza volta. Guardate quello che propongono», dice Occhiuto lanciando un video nel quale Tridico parla di «reddito di dignità legato alle politiche attive e all’autoimprenditorialità».
Occhiuto chiede conferma al suo assessore
«Quello che loro propongono - rincara il presidente forzista - è soltanto una grandissima sola. E non lo dico solo io, lo dice un grande economista italiano che ha lavorato in questi anni con me, ma che prima di lavorare con me ha lavorato con loro, ha lavorato con Beppe Grillo e Giuseppe Conte. Guardate quello che dice», sottolinea Occhiuto lanciando un video dell’assessore al Bilancio della Regione Calabria, Marcello Minenna, per anni economista di riferimento del Movimento 5 Stelle.
«Presidente le cose non stanno in questi termini, non è come dicono», afferma Minenna. «Da economista che ha anche lavorato peraltro con i 5 stelle, non ci sono fondi europei in Calabria in grado di sostenere questa misura di reddito che stanno presentando. Secondo me presidente devi dire ai calabresi come stanno le cose su questo tema», conclude Minenna.
I tre bandi per la disoccupazione
«Ma si possono prendere in giro i calabresi così?”, dice Occhiuto. “Pasquale! Anzi non mi rivolgo a te Pasquale, perché non sei stato in Calabria e non puoi sapere tutto quello che abbiamo fatto. Mi rivolgo ai calabresi dicendo che molte delle cose che loro propongono come cose che vorrebbero fare dopo le elezioni, noi le abbiamo già fatte.
Fusese è un bando a sportello, vuol dire che è sempre attivo, anche oggi, da mesi dà la possibilità ai disoccupati calabresi di avere un contributo se vogliono aprire una partita Iva, se vogliono fare un’attività.
Dunamis, a proposito di politiche attive, è un bando che dà la possibilità ai giovani disoccupati calabresi di essere assunti dalle imprese, se li assumono a tempo indeterminato, perché le imprese avranno un contributo del 50% sul costo del lavoro.
Trasforme, perché abbiamo troppi precari in Calabria, è un bando che dà la possibilità alle imprese che vogliono trasformare i rapporti di lavoro precari in rapporti di lavoro a tempo indeterminato di avere un contributo.
Bastano queste cose? No, non bastano, perché c’è moltissimo da fare ancora in Calabria per creare lavoro, perché manca tantissimo lavoro e c’è tantissimo da fare, ma non bisogna credere alle baggianate che loro dicono.
Anche questa storia della legge della Puglia, andatela a leggere questa legge che non c’entra niente con il reddito di dignità.
Lo dico ai calabresi: non fatevi ingannare perché quello che propongono è una grande, clamorosa, presa in giro», conclude il presidente Occhiuto.