Matteo Salvini guarda alla Mostra del cinema di Venezia appena conclusa e non vede quasi più il cinema. «Quest’anno mi sembrava tutto fuorché un festival del cinema», attacca il vicepremier durante il collegamento video con la Festa nazionale dell’Udc a Roma. Nel mirino finiscono le manifestazioni e le prese di posizione a sostegno della Palestina che hanno accompagnato l’edizione 2026: «C’erano pro-Pal ovunque e standing ovation per i pro-Pal». Ma il segretario della Lega non si ferma a Venezia. Parla di case, bonus, Isee e soprattutto banche, alle quali presenta un conto piuttosto salato: restituire una parte degli oltre 50 miliardi di utili previsti quest’anno e mettere 2 o 3 miliardi sul tavolo per famiglie e imprese.

Salvini boccia la Mostra di Venezia: «Pro-Pal ovunque»

Salvini racconta di aver seguito Venezia «da appassionato», ma il bilancio politico della Mostra è durissimo. A suo giudizio la mobilitazione pro-Pal avrebbe finito per sovrastare il cinema. «C’erano pro-Pal ovunque e standing ovation per i pro-Pal», sostiene, prima di richiamare quanto accaduto in Israele il 7 ottobre 2023: «C’è stata la più grande strage di ebrei dal dopoguerra a oggi, quindi occorre equilibrio».

Il vicepremier collega poi il clima attuale alla crescita degli episodi di antisemitismo: «La caccia agli ebrei nel 2026 ci riporta indietro a un passato drammatico». Parole che riaprono inevitabilmente la discussione sulla forte presenza politica che quest’anno ha accompagnato la Mostra, tra manifestazioni per Gaza e interventi dal palco. Continua a leggere su LaCapitalenews.it