Sindaci a Roma, l'Anci giubila e chi ha disertato critica: «Serviva un progetto»

VIDEO | All'indomani della manifestazione per la sanità, non tutti sono concordi. Abramo definisce «un'ottima cosa l'ascolto ricevuto», mentre Tripodi sottolinea: «Il debito qualcuno lo deve pur pagare»

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di Agostino Pantano
20 novembre 2020
20:00

C’è la soddisfazione dell’Anci, ma anche la delusione di quei sindaci – che in dissenso dai colleghi – a Roma non sono andati. Il giorno dopo la manifestazione nella Capitale, la Calabria fa i conti con i risultati «che - per Sergio Abramo, uno dei 6 primi cittadini seduti al tavolo formato dal premier Conte – significano l’ascolto che abbiamo ottenuto». Andrea Tripodi, sindaco di sinistra di San Ferdinando, è invece uno di quelli che non ha condiviso i contenuti e la forma del raduno. «Occorreva una riflessione corale – sostiene – e alla fine la presentazione di un progetto. Non si può negare che i fatti di questi giorni, e più in generale il commissariamento della sanità, dipendano anche dai nostri comportamenti».

 

Abramo spiega che lui personalmente ha consegnato «a Conte una scheda riepilogativa, estrapolata da una relazione della Ragioneria dello Stato che spiega non solo come il debito non sia affatto diminuito in questi anni di commissariamento e che, inoltre, la Calabria dovrebbe ottenere maggiori fondi statali».

Senza progetto e senza autoanalisi, secondo Tripodi, ma ecco il risultato ottenuto secondo il sindaco di Forza Italia, Abramo. «Conte si è impegnato – spiega - a rimpinguare già nella prossima seduta del Consiglio dei ministri la posta dedicata al taglio del debito calabrese». «Sulla questione del debito – ribatte Tripodi – trovo che sia complicato affermare che esso si può depennare e poi vorrei far notare che dobbiamo introdurre criteri di giustizia, in modo che a pagare non siano anche quei calabresi virtuosi ma soprattutto quelli che si sono arricchiti con sistemi opachi che hanno danneggiato la sanità».

 

Gli amministratori sembra abbiano digerito senza colpo ferire il ghigno della cronaca giudiziaria, ovvero il forfait del principale sponsor istituzionale della manifestazione – il massimo rappresentante del legislatore calabrese – quel Domenico Tallini arrestato la mattina della marcia su Roma, visto che secondo Abramo «noi sindaci abbiamo chiesto che il commissariamento duri giusto il tempo di consentire che già il prossimo governo regionale rientri nella gestione del settore». Non è una questione di nomi e di tempi – conclude Tripodi sull’argomento - «ma serve avere le idee chiare e un progetto che rimetta al centro la sanità pubblica, i servizi territoriali e provveda a tenere fuori dal sistema gli interessi opachi che da sempre germogliano all’ombra della sanità».

 

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