Il quadro dei sondaggi cambia nuovamente. La nuova media delle rilevazioni di Termometro Politico, realizzata sui dati di Tp, Lab21, Piepoli, Swg, Eumetra e Only Numbers e riferita al periodo 27 settembre-3 ottobre, restituisce una fotografia diversa rispetto alle precedenti rilevazioni.

La novità più evidente è la ripresa di Fratelli d’Italia, che sale al 27,6% e torna sui livelli di luglio. Ma il movimento più interessante riguarda Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che scende al 7,6%: è la prima frenata dopo mesi di crescita.

La fotografia dei partiti

  • Fratelli d’Italia — 27,6%
  • Pd — 20,3%
  • M5S — 12,9%
  • Futuro Nazionale — 7,6%
  • Forza Italia — 7,3%
  • Avs — 6,4%
  • Lega — 5,3%
  • Azione — 3,1%
  • Italia Viva — 2,4%
  • +Europa — 1,5%

Sono questi i principali valori indicati dalla nuova media. Per il Pd si tratta di un dato particolarmente significativo: 20,3%, il livello più basso degli ultimi due anni. Anche il M5S arretra, scendendo sotto la soglia del 13%, mentre Avs è l’unica delle principali forze del campo largo a crescere, arrivando al 6,4%. Italia Viva resta al 2,4%, mentre +Europa scende all’1,5%.

Sul fronte del centrodestra, Forza Italia resta stabile al 7,3%, mentre la Lega scende al 5,3%, nuovo minimo nella serie considerata.

FdI consolida il primato

Il partito di Giorgia Meloni resta nettamente primo. Il 27,6% amplia la distanza dal Pd a 7,3 punti.

È un elemento che si ritrova anche nella fotografia della Supermedia YouTrend del 5 ottobre: FdI è indicato al 26,8%, mentre il Pd è al 20,4%. La stessa Supermedia segnala per Futuro Nazionale il 7,7%, sostanzialmente stabile.

Le diverse rilevazioni non sono quindi sovrapponibili, ma convergono su un punto: FdI resta il primo partito e il Pd attraversa una fase di difficoltà nei consensi.

Il caso Vannacci

È però la dinamica di Futuro Nazionale a rappresentare la novità politica più interessante.

Il partito di Vannacci è al 7,6% nella nuova media, in discesa per la prima volta. La frenata arriva dopo una crescita molto rapida: all’inizio di settembre la rilevazione Noto per Porta a Porta lo collocava all’8%, davanti a Forza Italia e Lega.

Anche la Supermedia YouTrend registra uno stop: 7,7%, stabile. Il dato suggerisce dunque che la fase di crescita impetuosa di Futuro Nazionale potrebbe essersi arrestata, almeno temporaneamente.

Questo non significa, naturalmente, che il partito abbia perso il peso conquistato negli ultimi mesi. Con un consenso attorno al 7-8%, Futuro Nazionale rimane una forza politicamente rilevante e soprattutto una variabile importante per gli equilibri del centrodestra.

La partita delle coalizioni

La questione diventa ancora più interessante quando si passa dai partiti agli schieramenti.

Nella precedente rilevazione Only Numbers per Porta a Porta, il centrodestra senza Vannacci era al 42,8%, contro il 41,7% del campo largo comprendente anche Italia Viva.

La nuova media conferma comunque un quadro nel quale il centrodestra mantiene un blocco elettorale consistente, mentre nel campo largo il Pd perde terreno e M5S arretra, nonostante la crescita di Avs.

Ma il vero elemento politico resta Futuro Nazionale: il 7,6% di Vannacci non può essere automaticamente sommato al centrodestra, perché la collocazione del partito non è una variabile statistica ma una scelta politica.

I numeri raccontano quindi una fase diversa rispetto a poche settimane fa.

È ancora presto per trasformare questi dati in una previsione elettorale: sono medie di rilevazioni diverse, realizzate in giorni differenti e con metodologie differenti. Ma la tendenza che emerge dalle ultime settimane è chiara: la crescita di Futuro Nazionale si è fermata e il rapporto di forza tra i principali partiti torna a spostarsi, almeno nei sondaggi, a favore di Fratelli d’Italia.

La prossima partita sarà capire se si tratta di una semplice oscillazione o dell’inizio di una nuova fase del sistema politico italiano.