I film di Muccino? Per Spirlì sono come la corazzata Kotiomkin. Ma gli hanno affidato lo spot per la Calabria

Il vicepresidente della giunta regionale definisce «stentate» le pellicole del regista romano e «temerari» i suoi spettatori. Eppure la Regione gli ha commissionato per 1,7 milioni di euro un cortometraggio promozionale

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di Enrico De Girolamo
11 settembre 2020
11:48
Gabriele Muccino, Jole Santelli e Nino Spirlì
Gabriele Muccino, Jole Santelli e Nino Spirlì

Per la presidente Santelli, Gabriele Muccino, a cui la Regione ha affidato la realizzazione di uno spot promozionale da 1,7 milioni di euro, «è il regista dell’amore, che farà innamorare il mondo della Calabria». Per il suo vice, Nino Spitlì, invece, è solo «un miracolato», che fa «film stentati».
Un giudizio tranciante, quello del braccio destro della governatrice, in reazione alle parole del regista romano che su Twitter ha criticato la solidarietà espressa dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti, al leader della Lega, Matteo Salvini, aggredito da una donna che gli ha strappato dal collo la catena con il crocifisso.
«Solidarietà?!!!! A chi incita odio e violenza verso i più deboli?! No, grazie. Nessuna solidarietà. - ha scritto Muccino nel suo tweet -. Non esageriamo adesso. Non siamo tutti buoni e uguali. Ci sono delle differenze di comportamento che hanno delle conseguenze. Anche comprensibili».

 

Parole che Spirlì, esponente della Lega in Calabria, ha sentito l’esigenza di stigmatizzare in difesa del Capitano. Tutto legittimo, se non fosse che la critica verso la mancata solidarietà si è tramutata anche in un giudizio sprezzante verso le capacità artistiche di Muccino, che da diverse settimane è impegnato nella realizzazione di un cortometraggio che dovrebbe rilanciare l’immagine turistica della Calabria.
«Non mi aspettavo che Gabriele Muccino avesse intelligenti moti di solidarietà nei confronti di Matteo Salvini – ha scritto Spirlì sul suo profilo Facebook ufficiale -. Sarebbe stato uno sforzo sovrumano. Speravo, quanto meno, in un intelligente silenzio».

 

Poi la stoccata più velenosa: «Purtroppo, il miracolato non sempre onora il miracolo. E la riconoscenza al pane la si dimentica dopo il primo boccone. Mi auguro che il sicuro successo dei suoi ultimi cortometraggi lo rasserenino nell’animo e gli regalino la Visione di una vita più partecipe alle necessità e ai disagi altrui, a prescindere che, pur pochi e temerari, scelgano o meno di andare a vedere i suoi stentati film». Insomma, sorvolando sulla riconoscenza mancata (a chi? E perché?), tra le righe sembra risuonare il proverbiale giudizio che il Ragionier Ugo Fantozzi riservò alla Corazzata Kotiomkin. E ci può anche stare, de gustibus non disputandum est.

 

Ciò che non torna è che ad esprimere un parere estetico così dispregiativo sia il primo ufficiale della governatrice, lo stesso che sedeva in prima fila il 3 luglio scorso alla presentazione del progetto del cortometraggio diretto da Muccino e interpretato, tra gli altri, da Raul Bova. Per un costo complessivo, è bene non dimenticarlo, di un milione e 700mila euro.
Ora si scopre che secondo il vicepresidente della giunta calabrese, soltanto «pochi e temerari» spettatori si lasciano coinvolgere dai film «stentati» del regista de “L’ultimo bacio”, con buona pace dei soldi che ci apprestiamo a versargli e delle aspettative promozionali riposte nel suo lavoro.

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