Il giorno del primo Consiglio comunale dell’era Cannizzaro, in programma al tramonto nell’arena Ciccio Franco sul lungomare Falcomatà di Reggio Calabria, suggellato anche dalla presenza in città del ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Con il neo sindaco, il vicepresidente del Consiglio dei Ministri e segretario nazionale di Forza Italia, ha presentato a palazzo Alvaro, la Conferenza degli addetti scientifici e spaziali e degli esperti agricoli, in programma sempre a Reggio nei prossimi mesi.

Reggio Calabria sarà capitale della diplomazia scientifica, pilastro dell'azione della Farnesina a sostegno della crescita, e riunirà cinquanta addetti scientifici operanti nelle ambasciate italiane nel mondo, nelle rappresentanze presso gli organismi internazionali e nei consolati: 12 nelle Americhe, 5 in Africa, 10 in Asia, 20 in Europa e 3 nel Mediterraneo e Medio Oriente. Si tratta di esperti, rappresentanti di enti di ricerca, industria e istituzioni per confrontarsi su temi strategici come sicurezza della ricerca, spazio, cybersicurezza, intelligenza artificiale, biotech e calcolo quantistico.

Un riconoscimento tra i territori del Sud Italia, anche alla nostra città e alla nostra Regione, per l'elevata specializzazione dei suoi atenei (Università Mediterranea all'Università Magna Graecia, fino all'Università della Calabria) nel campo delle nuove tecnologie. Dopo la tappa a Napoli e la Conferenza Nazionale dell’Export a Bari, il Ministero porta ora la sua maggiore iniziativa in tema di scienza e innovazione in Calabria, regione strategica del Meridione d’Italia e proiettata nel Mediterraneo.

«Dopo Roma, Padova nel 2023, poi a Torino nel 2024 e infine a Napoli nel 2025, ho deciso, dopo aver parlato con il sindaco Francesco Cannizzaro, di organizzare qui la riunione annuale dei nostri addetti scientifici, degli esperti agricoli e degli addetti spaziali perché credo che Reggio Calabria e l’intera regione abbiano delle potenzialità a volte ancora inespresse anche nel settore scientifico.  Internazionalizzare una città significa darle la possibilità di crescere ancora di più», ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Il vicepresidente del Consiglio ha sottolineato come l’obiettivo dell’iniziativa sia quello di rafforzare la competitività del Mezzogiorno e offrire nuove opportunità alle giovani generazioni. «C’è bisogno che sia più competitivo il Sud per rendere più competitivo il Paese. Dobbiamo dare ai giovani la possibilità di emergere, capire che esistono ottime università anche nel Mezzogiorno e che si può studiare al Sud diventando bravi ricercatori e innovatori. Le parole chiave sono formazione, ricerca e innovazione».

Tajani ha inoltre evidenziato il valore strategico dell’export e del settore agroalimentare, che sarà uno dei temi centrali della conferenza: «Saranno presenti anche gli addetti agricoli, gli esperti che nelle nostre ambasciate lavorano per far crescere l’esportazione dei prodotti italiani. L’agroalimentare, insieme al farmaceutico, rappresenta uno dei fiori all’occhiello della nostra politica per l’export».

Il ministro ha poi rivendicato la necessità di cambiare la narrazione del Mezzogiorno: «Basta con una visione del Sud piagnone che chiede l’elemosina. È un Sud che può offrire risorse umane straordinarie, università di alto livello e bellezze naturali uniche. I dati dimostrano che l’export cresce molto nel Mezzogiorno e il Sud può diventare una locomotiva del Paese insieme al Nord».

Uno sguardo rivolto anche al Mediterraneo e alle nuove rotte economiche internazionali. «Reggio Calabria può diventare una grande città mediterranea, non soltanto una grande città calabrese o italiana. Con il corridoio IMEC, che collegherà l’India al Mediterraneo attraverso il Medio Oriente, i Paesi del Golfo e l’Egitto, si aprono opportunità straordinarie che bisogna saper cogliere in anticipo. Coinvolgendo le nostre ambasciate, i nostri esperti e le amministrazioni locali possiamo davvero contribuire alla crescita di questi territori».

Infine, un passaggio sul Piano Mattei e sul ruolo dell’Africa nello sviluppo economico dei prossimi anni: «Il Piano Mattei è uno strumento per aiutare il continente africano a crescere con un approccio non predatorio e non neocoloniale. Mettere insieme il nostro saper fare e la nostra conoscenza con la ricchezza dell’Africa e con i suoi giovani significa creare una miscela positiva che può aiutare sia la nostra economia sia il continente africano».

Le tecnologie al centro della conferenza sono oggi elementi determinanti per la definizione degli equilibri geopolitici futuri e per sostenere la competitività dei sistemi produttivi in un quadro di radicale trasformazione industriale. La Conferenza intende valorizzare i più recenti sviluppi in materia di innovazione tecnologica, dagli investimenti in infrastrutture e negli ecosistemi di ricerca fino all’adozione di documenti strategici di indirizzo, ed è per questo che il tema proposto è “Dal laboratorio all’immissione sul mercato: le tecnologie di frontiera per la prosperità dell’Italia”.