Il leader di Futuro Nazionale a Siderno: «Discuto con chi si riconosce nei valori della destra. Il programma? Via tutti gli stranieri illegali, l’Italia non sarà terra di facile immigrazione. A Reggio vogliamo fare meglio dell’Afd in Sassonia»
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«Non butto nessuno dalla torre, dico che ci sono dei principi, ideali e valori che non possono essere negoziati, e con chiunque si riconosca in questi principi, che sono da sempre della destra, abbiamo la voglia e la possibilità di discutere con loro e di trovare una sintesi, una convergenza». Così il presidente di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, nel corso di un punto stampa a Siderno, nel Reggino, rispondendo a una domanda su chi butterebbe giù dalla torre tra Meloni e Tajani. «Quello che non ha mai eretto muri e parlato di incompatibilità sono io. È qualcun altro che lo fa. È un certo Lupi - ha detto Vannacci - che latra ma non morde, è una certa Ronzulli che ronza ma non punge, è un certo Fontana che fa acqua da tutte le parti. Ho sempre detto che se convergiamo su determinate linee rosse, all'interno dell'inviluppo di queste linee rosse, sono disponibile a parlare, a discutere a trovare una convergenza».
«E sono il primo a dire - ha aggiunto - che questa amata patria non deve finire in mano alla sinistra, ai no Tav, ai no ponte, ai no gas, ai no caldaie, ai no tutto, che ci hanno fatto cadere nella disperazione».
Sollecitato sul programma elettorale di Futuro Nazionale ha spiegato: «Intanto dobbiamo bloccare i flussi e rimpatriare tutti gli illegali. Limiteremo al minimo possibile tutti i sussidi, le facilitazioni, tutte le scorciatoie che consentono agli immigrati, anche se clandestini, di potersi insediare in Italia. Non renderemo conveniente l'Italia come Paese di destinazione dell'immigrazione».
«La lotta alla 'ndrangheta la faremo con il massimo delle nostre capacità e delle nostre forze, siamo il partito della legalità, che vuole riportare il rispetto delle norme e delle leggi. Ma anche la lotta a tutta la criminalità», ha risposto Vannacci a una domanda sul tema.
Vannacci a Siderno: «Vogliamo fare meglio dell’Afd in Sassonia»
Reggio Calabria, dice Vannacci, «sarà la nostra Sassonia per due motivi. In Sassonia Afd ha vinto grazie al voto dei ceti fragili, dei ceti che una volta erano la base della sinistra, delle persone più bisognose, degli operai e dei dipendenti statali. Di quelli che questa immigrazione senza limiti ha fatto entrare in concorrenza con persone più disperate di loro. E poi perché puntiamo a fare meglio dell'Afd in Sassonia, più del 43%, noi non poniamo limiti alla provvidenza».
«Siamo qui per vincere, per ridare dignità a questa terra che si merita un candidato reggino, che a Montecitorio rappresenti le istanze, i bisogni, le necessità dei reggini. Un candidato - ha proseguito Vannacci - che quando sarà libero dagli impegni di Montecitorio non se ne andrà a Milano ma tornerà tra i suoi conterranei. Questa è la politica che ci piace, quella vera, non quella stantia e rancida».
«Io non definisco traditore nessuno. Io so solo - ha osservato - che il candidato Roscioli ha rifiutato di confrontarsi con gli altri candidati, e quindi ha rifiutato di presentarsi come candidato del collegio reggino. Il nostro candidato, Giannetta, non solo partecipa ai dibattiti e ai confronti, ma gira tra i suoi corregionali, per farli rendere conto che sarà lui il rappresentante vero a Montecitorio».


