Entro il 2027, un itinerario ciclo-pedonale di 50 chilometri collegherà Jonio e Tirreno attraverso l’Istmo di Marcellinara. Aree protette, borghi e mobilità dolce al centro del progetto per trasformare una singolarità geografica in una destinazione turistica sostenibile e inclusiva
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Panama ha ridisegnato le rotte del commercio mondiale. Corinto, in Grecia, ha trasformato una strettoia geografica in infrastruttura e attrattore. Kapıdağ-Kyzikos, in Turchia, ha costruito attorno al proprio istmo una delle ragioni della sua prosperità economica e marittima. Anche Marcellinara, in Calabria, può entrare in questo atlante internazionale degli istmi, che hanno saputo trasformare la geografia in funzione, racconto e destinazione. Con una declinazione tutta identitaria: non scavare un canale, ma costruire tra Jonio e Tirreno un corridoio verde di aree protette, mobilità dolce, borghi ed entroterra. È qui che la Calabria, come montagna in mezzo al mare, trova una delle sue rappresentazioni più nette: due coste vicinissime, le alture nel mezzo e una singolarità geografica che può diventare, essa stessa, motivazione di viaggio.
È l’ambizione che l’Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR) della Calabria rilancia, a tre mesi dalla prima Festa regionale degli itinerari, delle aree protette e del cicloturismo nella Calabria Straordinaria, celebrata il 18 luglio a Marcellinara. Una giornata che ha trasformato il progetto in racconto pubblico, attraverso il cicloraduno lungo la Ciclovia dei Parchi, i momenti istituzionali e il confronto sul futuro della mobilità lenta, fino al concerto di Enrico Nigiotti, testimonial scelto per parlare, soprattutto alle nuove generazioni, di fruizione sostenibile e conoscenza del patrimonio ambientale.
A dare forza al progetto è anche la convergenza istituzionale, tecnica e territoriale che va dalla Regione Calabria, attraverso gli assessori all’Ambiente Antonio Montuoro e al Turismo Giovanni Calabrese, che passa attraverso il mondo scientifico e finisce nei territori. Una rete di competenze e responsabilità diverse che rende l’Istmo non una suggestione isolata, ma un progetto sostenuto da istituzioni, esperti e operatori, chiamati a costruirne insieme la riconoscibilità e la funzione.
Adesso quella prospettiva ha una scadenza precisa. Il progetto, vede l’EPMR quale ente attuatore e dovrà essere completato entro il 31 dicembre 2027. Prevede la riqualificazione dell’area di Monte Cocuzzo e la realizzazione di un itinerario ciclo-pedonale coast to coast di circa 50 chilometri, destinato a congiungere il Parco Marino Regionale Baia di Soverato sullo Jonio con il Parco Marino Regionale Costa degli Dei sul Tirreno. Un itinerario accessibile e connesso (con totem interattivi, BLE point, App/WebGIS, defibrillatore con vide tutorial, ricarica E-bike, bike repair) con un catalogo di servizi inclusivi (tandem e handbike, under 14 aperto alle scuole, pet a bordo, navette di rientro, pronto intervento) affidato a un gestore certificato, con sedi agli ingressi. In coerenza con la visione europea di crescita sostenibile e inclusiva, il modello genera occupazione verde-blu e nuove professionalità multilingue, aprendo opportunità a giovani, donne e persone con fragilità – per un turismo lento, accessibile e partecipato, a misura di territorio e di comunità.
Il tracciato mette in rete sette Zone Speciali di Conservazione per circa 2.071 ettari, dalla Baia di Soverato alla Scogliera di Stalettì e all’Oasi di Scolacium fino alle Dune dell’Angitola e ai Laghi La Vota. Nella stessa trama entrano il Parco archeologico di Scolacium, l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, la Ciclovia dei Parchi, il Sentiero Italia CAI e il Cammino Basiliano. Non un percorso isolato, quindi, ma un’infrastruttura lenta capace di mettere in relazione patrimoni ambientali, culturali e territoriali differenti e di costruire attorno all’Istmo una funzione riconoscibile.
È questo il salto di scala indicato da Raffaele Greco. La sfida dell’EPMR non consiste semplicemente nel collegare due coste, ma nel contribuire alla nascita di un prodotto-territorio riconoscibile, nel quale la bicicletta diventi strumento per raggiungere borghi e aree protette, attraversare paesaggi, incontrare comunità e scoprire patrimonio archeologico e identitario. L’ambizione è arrivare ad un punto, nel quale il visitatore scelga l’Istmo perché è l’Istmo. Non un luogo attraversato incidentalmente, ma una destinazione cercata per la possibilità di passare, in pochi chilometri, da un mare all’altro, vivendo nel mezzo la montagna calabrese.
Se Scilla restituisce questa visione nella sua verticalità, dai fondali dello Stretto fino all’Aspromonte, l’Istmo di Marcellinara la rappresenta nella sua orizzontalità geografica: Jonio e Tirreno quasi si guardano, mentre fra le due coste si dispiega un territorio fatto di montagne, aree protette, borghi, cammini e paesaggi. È in questa sintesi che il concetto di Calabria, una montagna in mezzo al mare smette di essere soltanto narrazione e diventa una chiave concreta di progettazione territoriale.
È con questa prospettiva che l’EPMR guarda al 2027. Marcellinara non deve imitare Panama, Corinto o Kyzikos, né competere con la loro storia e le loro funzioni. Deve trovare nella propria dimensione una vocazione altrettanto riconoscibile: fare incontrare due mari senza scavare un canale, come pure si pensò nell’Ottocento, sotto Ferdinando II di Borbone, e trasformare quel passaggio in esperienza di paesaggio, natura, mobilità lenta e comunità. Perché proprio lì dove la terra si restringe, la Calabria può allargare il proprio modo di essere conosciuta, attraversata e vissuta.



