Coronavirus, anche a Praia al via i test rapidi sulla popolazione

VIDEO | Le operazioni di screening collettivo, che dureranno alcuni giorni, sono state avviate a Palazzo delle Esposizioni. I pazienti positivi saranno sottoposti al tampone nasofaringeo

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di Francesca  Lagatta
1 maggio 2020
15:02

Dopo Belvedere Marittimo, che in Calabria ha fatto da apripista, anche l’amministrazione comunale di Praia a Mare si affida ai test rapidi del sangue nella lotta al coronavirus. Lo screening collettivo, fortemente voluto dal sindaco Antonio Praticò, è partito questo mattina al Palazzo delle Esposizioni ed ha registrato molte adesioni. Il test, lo ricordiamo, si effettua prelevando una goccia di sangue dal polpastrello e lo si esamina su un apposito strumento grande pochi centimetri. L'esito è disponibile in un quarto d'ora ed è in grado di rivelare alterazioni di alcuni anticorpi, nello specifico le immunoglobuline di tipo IgG e IgM, che potrebbero significare la presenza del Covid 19 anche in soggetti asintomatici.

Il consigliere Fortunato: «Pensiamo alla fase 2»

Ad assistere alle operazioni, che si protrarranno per alcuni giorni, c'era il consigliere comunale Pasquale Fortunato, che è anche medico urologo. «Siamo arrivati a questa decisione - ha detto - perché ci dobbiamo attrezzare per la fase 2 e non si può prescindere un approccio scientifico. Quindi abbiamo deciso di investire su questo strumento per avere conoscenza della circolazione del virus nella nostra comunità». In caso di positività al test rapido, il paziente viene poi mandato a fare il test del tampone nasofaringeo, che al momento rimane l'unico strumento per l'individuazione del virus.

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Dubbi e limitazioni

Sul fronte dell'attendibilità, i test sono ancora al centro di un acceso dibattito per via delle limitazioni, ma queste, spiega il dottor Fortunato, non dovrebbero rappresentare un problema. «Ci possono essere falsi positivi o negativi, ma è prevista come metodologia operativa la possibilità di sottoporre nuovamente al test i pazienti risultati negativi a distanza di 7 e 14 giorni». L'importante è che si trovi il modo per mettere fine all'incubo: «Il buco nero di questa pandemia - conclude - è che molte persone contagiate dal virus non hanno sintomi. Bisogna trovarle e isolarle per fermare la diffusione».

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