Approvata la delibera che autorizza il ricorso alle prestazioni aggiuntive volontarie retribuite con 50 euro lordi l'ora. Stanziati 67mila euro
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Per far fronte alla grave carenza di personale infermieristico in servizio presso il 118 nella provincia di Vibo Valentia, Azienda Zero ha approvato una delibera che autorizza il ricorso alle prestazioni aggiuntive. Il provvedimento – si legge nella delibera – sarà in vigore dalla data di pubblicazione fino al 30 settembre 2026, oppure fino all'eventuale conclusione anticipata delle procedure di assunzione attualmente in corso.
La decisione nasce dalle difficoltà organizzative registrate nelle sei postazioni del servizio di emergenza territoriale della provincia di Vibo Valentia. Attualmente sono in servizio 33 infermieri: 20 sono transitati nei ruoli di Azienda Zero, mentre altri 13 restano dipendenti dell'Asp di Vibo Valentia, pur operando funzionalmente per Azienda Zero.
Secondo quanto riportato nella delibera, per garantire il funzionamento di una postazione del 118 sono necessari tra 5 e 6 infermieri. La carenza di organico, aggravata da assenze prolungate per malattia, aspettative e permessi, ha determinato una scopertura di 27 turni nella parte finale di luglio e di circa 165 turni al mese nei mesi di agosto e settembre.
Azienda Zero evidenzia di aver già tentato di reperire nuovo personale attraverso lo scorrimento delle graduatorie per assunzioni a tempo determinato, ottenendo però la disponibilità di un solo candidato. È inoltre in corso un concorso per il reclutamento di 349 infermieri e, nelle scorse settimane, è stato assunto a tempo determinato un infermiere destinato alle postazioni del Vibonese.
In attesa della conclusione delle procedure di reclutamento, l'ente ritiene necessario ricorrere alle prestazioni aggiuntive previste dall'articolo 32 del Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Sanità. Gli infermieri che aderiranno volontariamente potranno svolgere attività oltre il normale orario di servizio, nel rispetto dei limiti di legge sui riposi e sull'orario massimo di lavoro.
Per ogni ora di prestazione aggiuntiva è previsto un compenso di 50 euro lordi. Azienda Zero ha fissato un tetto massimo di spesa di 67mila euro per il personale infermieristico inserito nei propri ruoli. Per gli infermieri rimasti alle dipendenze dell'Asp di Vibo Valentia, l'eventuale autorizzazione e i relativi adempimenti resteranno invece a carico dell'Azienda sanitaria provinciale.
Nel provvedimento si sottolinea che il ricorso alle prestazioni aggiuntive rappresenta una misura temporanea, necessaria per garantire la continuità del servizio di emergenza-urgenza, soprattutto durante il periodo estivo, quando aumenta la richiesta di interventi anche per la presenza di numerosi turisti sul territorio.
Le prestazioni aggiuntive saranno svolte su base volontaria e dovranno essere autorizzate preventivamente. Non potranno essere effettuate durante periodi di malattia, ferie o altri congedi e dovranno rispettare i limiti previsti dalla normativa sull'orario di lavoro. Il compenso sarà riconosciuto esclusivamente per le ore effettivamente prestate oltre il normale servizio.



