VIDEO | Dopo il caso delle ambulanze ferme perché guaste, interviene la dottoressa e segretaria provinciale del Sindacato medici italiani che sottolinea come il vero nodo sia la carenza di personale: «Equipaggi incompleti, con autisti costretti a fare più di quanto dovrebbero»
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Nei giorni scorsi la vicende delle sei ambulanze ferme perché guaste, ieri l’allarme lanciato dal sindaco di Serra San Bruno che parla di un centinaio di turni scoperti nel mese di agosto. Insomma, nel Vibonese il servizio del 118 non vive affatto un periodo roseo. E sulla questione interviene anche Alessia Piperno, medico del 118 in servizio a Tropea e segretaria provinciale del Sindacato medici italiani (Smi) di Vibo Valentia.
La dottoressa conferma che uno dei mezzi in dotazione alla postazione di Tropea è attualmente in officina, ma spiega che il servizio continua grazie all'ambulanza di riserva. «Noi abbiamo due ambulanze, una principale e una muletto. Proprio dopo la pubblicazione dell'articolo abbiamo avuto il guasto del mezzo principale, che è stato portato in officina. Adesso stiamo operando con quello di riserva».
«Solo il 30% dei turni è coperto da equipaggi medicalizzati»
Secondo Piperno, la principale criticità non riguarda però i mezzi, ma il personale. «Nelle cinque postazioni della provincia dovremmo avere trenta medici, oggi siamo soltanto sei. A Tropea dovremmo essere in sei, invece siamo rimasti in due. Solo il 30% dei turni è coperto da equipaggi medicalizzati».
A questa situazione si aggiunge la carenza di infermieri. «Oggi entrerò in servizio senza infermiere. Io intervengo comunque, ma l'efficienza del soccorso non può essere la stessa di un equipaggio completo formato da medico, infermiere e autista-soccorritore».
Il medico sottolinea inoltre il ruolo degli autisti soccorritori, che spesso svolgono mansioni ulteriori rispetto a quelle formalmente riconosciute. «Senza il loro aiuto da sola non potrei garantire l'assistenza. Sono loro che consentono di portare avanti il servizio».
«Le ambulanze regionali non si vedono da oltre un anno»
Piperno richiama poi l'attenzione anche sulla situazione del parco mezzi. «Noi stiamo utilizzando le ambulanze dell'Asp di Vibo Valentia. La mia ambulanza regionale è in officina da maggio dello scorso anno e ancora oggi non sappiamo quando tornerà disponibile. Ringraziamo l'Asp perché, pur trattandosi di mezzi datati, ci consentono di continuare a lavorare».
«Con Azienda Zero la situazione è peggiorata»
Nel suo intervento il medico esprime anche un giudizio critico sull'organizzazione del servizio dopo il passaggio ad Azienda Zero. «Per quanto mi riguarda la situazione è peggiorata. Eravamo 36 medici, oggi siamo sei. Gli infermieri si sono ridotti drasticamente e ci sono postazioni che vengono chiuse quotidianamente».
Strade dissestate
Tra le criticità segnalate figurano anche le condizioni della viabilità. «Le strade sono spesso in pessimo stato e durante gli interventi ogni buca mette a rischio sia il paziente sia le attrezzature presenti nel vano sanitario».
Infine l’appello: «Bisogna smettere di scaricare le responsabilità. Servono organizzazione e interventi concreti, perché le conseguenze ricadono sui lavoratori del 118 e sui cittadini che hanno bisogno di assistenza».




