Il Coordinamento regionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche contesta la decisione dell’Azienda sanitaria provinciale di annullare la graduatoria definitiva per incarichi dirigenziali, definendola «immotivata e potenzialmente dannosa» per il sistema sanitario
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Il Coordinamento regionale degli Ordini delle Professioni infermieristiche della Calabria, in una nota, definisce «immotivata, contraddittoria e potenzialmente dannosa per l’intero sistema sanitario regionale» la decisione dell’Asp di Crotone «di avviare il procedimento di annullamento in autotutela dell’avviso pubblico per incarichi a tempo determinato di dirigenti delle professioni sanitarie, approvato nel 2025 e già sfociato nella graduatoria definitiva e nell’assunzione dei primi quattro candidati».
«Secondo quanto comunicato dall’Azienda - prosegue la nota - l’annullamento sarebbe giustificato da una presunta violazione del Dca 54/2023, che distingue le professioni sanitarie in quattro aree non fungibili, e dalla mancata previsione delle figure dirigenziali nell’Atto aziendale dell’Asp, peraltro non ancora approvato nella sua versione aggiornata. Il nuovo direttore generale ha definito il bando “viziato” alla radice, ritenendo irregolare la formulazione di un’unica graduatoria per profili appartenenti a diverse aree professionali».
Il Coordinamento regionale degli Opi, prosegue, «contesta radicalmente questa impostazione, ricordando innanzitutto che la stessa Asp di Crotone, con nota formale a firma del direttore sanitario, aveva richiesto l’attivazione delle posizioni dirigenziali, sanando così l’assenza nell’Atto aziendale». Una circostanza che, secondo gli Ordini, «rende semmai criticabile l’Atto aziendale stesso, non certo la procedura concorsuale. Inoltre, il bando indicava con chiarezza la natura dell’incarico e le modalità di selezione, e tutti i partecipanti hanno accettato senza riserve le condizioni, senza sollevare alcuna contestazione al momento della pubblicazione».
«Contestare la procedura solo dopo la formulazione della graduatoria - osservano gli Opi - significa ledere i diritti acquisiti degli idonei, sia di coloro già assunti sia di quanti attendono lo scorrimento tramite Azienda Zero».
Gli Opi calabresi chiedono quindi un intervento del commissario per il Piano di rientro, del dipartimento Tutela della Salute e di Azienda Zero «affinché venga sollecitata la revoca della delibera n. 64 del 20 febbraio 2026, che avvia l’annullamento della graduatoria».

