I manifestanti coordinati dal Comitato a tutela della salute guidato da Marisa Valensise da domenica scorsa stazionavano davanti all’ingresso del nosocomio per segnalare la carenza di anestesisti. Accolto favorevolmente l’annuncio di un emendamento al decreto Milleproroghe che permetterà ai medici in pensione di continuare a prestare servizio in emergenza
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«La promessa rassicurante dell'onorevole Cannizzaro per ora ci può bastare». Smontano le tende e annullano le prossime iniziative di protesta, i manifestanti, coordinati dal Comitato a tutela della salute, che da domenica scorsa, giorno e notte, sfidando il gelo, stazionavano davanti all'ingresso dell'ospedale di Polistena. La mobilitazione era scaturita a causa della carenza di anestesisti presso il reparto di rianimazione, amplificatesi a seguito del recente decreto Milleproroghe che, in sostanza, non avrebbe previsto la possibilità di rinnovo dei contratti per i medici in pensione.
Accolto con soddisfazione, quindi, l’intervento di questa mattina, del deputato di Forza Italia, Francesco Cannizzaro, che ha annunciato la presentazione di un emendamento al decreto Milleproroghe, già con parere favorevole del Governo, che permetterà ai medici in pensione di continuare a svolgere il loro servizio a Polistena, così come in Calabria e in tutta Italia. Nel frattempo, siccome la procedura richiede tempi tecnici, il parlamentare ha reso noto che, d'intesa con il Presidente della Regione Roberto Occhiuto e con il Presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo, si è già intrapreso un iter legislativo che consentirà la continuità assistenziale finché l'emendamento non sarà convertito in legge. Intanto, grazie a un accordo tra l'asp e gli operatori del presidio ospedaliero, i servizi saranno, altresì, garantiti per un mese con prestazioni aggiuntive al fine di assicurare le emergenze urgenze del comparto operatorio. Altri anestesisti accorreranno dal Gom di Reggio Calabria. Soluzioni tampone a un’emergenza cronica che per essere superata richiede interventi strutturali ad ampio raggio.
«Siamo sempre stati aperti al dialogo. Volevamo l’ascolto di chi ci governa e l’abbiamo ottenuto – afferma orgogliosa del risultato, la caparbia presidente del Comitato a Tutela della salute, Marisa Valensise -. Sono stati giorni difficili, ma siamo riusciti nel nostro intento. Ci fa ben sperare l’impegno che hanno assunto, di lavorare per tutto questo anno affinché si superi definitivamente il problema. Ringraziamo le tante persone della Piana che sono venute a darci conforto e chi ha dato la disponibilità a fare i turni. Lo abbiamo fatto in difesa del diritto alla salute di tutti i cittadini».
La mobilitazione ha goduto dell’importante sostegno della Chiesa, rappresentata da don Pino Demasi, parroco di Polistena ed esponente dell'associazione "Libera”, il quale ha accolto con gratitudine l’impegno preso dalla politica e nel contempo ha sottolineato: «Non intendiamo mollare. Continueremo a vigilare».
La soddisfazione dei sindaci
I sindaci dell’Associazione Città degli Ulivi-Dei Comuni della Piana esprimono enorme soddisfazione per la positiva risoluzione delle criticità che mettevano a repentaglio il funzionamento dell’ospedale di Polistena e degli altri ospedali calabresi. Negli scorsi giorni anche i sindaci si sono resi parte attiva per scongiurare la chiusura del reparto di anestesia e rianimazione del nosocomio “Santa Maria Degli Ungheresi”. Il ruolo degli amministratori è stato fondamentale essendo stati loro il tramite fra il Comitato dei cittadini e i vari livelli istituzionali.
«Nel frattempo si dovrà continuare, tutti insieme, a lavorare per cercare delle soluzioni strutturali che garantiscano, in futuro e in maniera duratura, il diritto alla salute dei cittadini calabresi – si legge in una nota firmata dal presidente dell’assemblea, Michele Conia, e dal presidente del comitato direttivo, Marco Caruso -. Il nostro comparto sanità, anche nella comprovata difficoltà nazionale del settore, deve assolutamente divenire più attrattivo per i professionisti. La sanità come più volte è stato ribadito non ha colore politico e tutte le forze istituzionali e spontanee devono interloquire e collaborare, come successo in questi giorni, per garantire i diritti dei cittadini e quindi permettere, giorno dopo giorno, il miglioramento della qualità della vita. Un grazie va alla Diocesi che si è resa parte attiva, al Comitato a tutela della salute e ai cittadini che hanno organizzato e hanno partecipato al sit-in permanente e a tutte le Istituzioni ai vari livelli che hanno reso possibile la risoluzione della criticità».


