I tre segretari regionali della Funzione Pubblica, Giordano per Cisl, Bloise per Uil e Baldari di Cgil, hanno inscenato una colorata manifestazione chiedendo di incontrare i vertici del Dipartimento
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Cinquecento euro di discriminazione e condizioni di lavoro squilibrate: per questi motivi di base i lavoratori della sanità privata calabrese tornano a protestare nei confronti del commissario Occhiuto preannunciando l’adesione allo sciopero nazionale del prossimo 17 aprile.

«Siamo assolutamente agguerriti perché l'atteggiamento delle associazioni datoriali Aiop e Aris è veramente inaccettabile – afferma Luciana Giordano, segretaria regionale di Cisl Funzione Pubblica – in quanto non intendono sborsare neanche un centesimo per il rinnovo dei contratti. Questi operatori sanitari svolgono funzioni delicatissime garantendo servizi a soggetti fragili».

«Da uno studio comparato che è stato fatto – afferma dal canto suo il segretario regionale di Cisl FP calabrese Walter Bloise - questi lavoratori percepiscono circa molto meno dell'equivalente categoria che lavora nella sanità pubblica. Oltre mille i lavoratori che hanno questa tipologia di contratto. Il 17 aprile ci sarà uno sciopero nazionale proclamato da Cgil, Cisl e Uil e saremo con un contingente di lavoratori a Roma».
Un ‘altra vertenza quindi che non si sblocca e penalizza come sempre una larga fetta di pazienti.

«Questo credo che sia il quarto sciopero che facciamo – ammette amaramente Alessandra Baldari, segretaria regionale Cgil FP – purtroppo siamo in una fase di stallo e anche il tentativo di conciliazione esperito il 4 marzo presso il ministero non è andato a buon fine. È inaccettabile che chi fa lo stesso lavoro non abbia la stessa remunerazione e questo è un problema serio anche perché in Calabria noi per la parte riabilitativa diciamo RSA siamo tutti in mano al privato. La popolazione che ha bisogno di queste prestazioni cresce in maniera esponenziale perché siamo in presenza di una popolazione sempre più anziana».

