Una lezione magistrale per gli studenti della Magna Grecia, ma anche un dovuto riconoscimento dell'Università ad uno dei figli migliori di Catanzaro. Il professore ricercatore della University Hawaii Cancer Center, Michele Carbone, è infatti una delle eccellenze calabresi, esperto mondiale di mesotelioma, il tumore maligno che aggredisce le membrane esterne degli organi. Da parecchi anni è ordinario di Anatomia Patologica presso l’ateneo del capoluogo di regione.

«Questo tipo di malattia fino a qualche tempo fa era considerata incurabil – ha detto ai giornalisti a margine della Lectio – Oggi abbiamo scoperto che una parte di questi mesoteliomi, quando non sono causati dall'amianto, ma sono causati su base genetica, si possono curare. Quindi c'è un gruppo di questi mesoteliomi che oggi possiamo trattare efficacemente»

Pochi giorni fa a Washington Carbone ha ricevuto un premio prestigioso – il Szent-Györgyi Prize for Progress in Cancer Research 2026 – per i risultati sul gene BAP1 capace di individuare la predisposizione ereditaria del male.

«Sicuramente è un premio che è stata una grande sorpresa – ha aggiunto Carbone  –  perché io studio il mesotelioma che è una malattia rara, quindi una malattia di nicchia, e questo premio ha portato il mesotelioma al centro dell'attenzione e della ricerca in tutto il mondo. È stato l'eternit che ha causato poi purtroppo tanti morti per il mesotelioma. Oggi l'amianto è vietato severamente in Italia e questa è una grande cosa».

Fiero della sua docenza all' UMG, umile ed empatico con gli studenti, il ricercatore ha esaltato il rapporto con la città natale.

«Io sono cresciuto qui a Catanzaro – conferma sorridendo e sotto gli occhi amorevoli dell’anziana madre che lo segue appena può – ho fatto le scuole elementari alla Maddalena, le medie alla Mazzini e il liceo scientifico Enrico Fermi, quindi il rapporto con la Calabria è un rapporto di amore e di affetto. Vengo qui perché Catanzaro è casa mia».