La buona notizia è che la paziente affetta da pancreatite acuta di cui vi avevamo parlato ieri è finalmente ricoverata in un reparto di Chirurgia dell’ospedale di Paola; la brutta notizia è che il posto letto è arrivato dopo ventiquattr’ore di calvario, un lungo viaggio di andata e ritorno a Cosenza e la paura di non farcela. Della vicenda si era occupato Giuseppe Cesareo, consigliere d’opposizione al Comune di Cetraro, che nella giornata di ieri aveva denunciato tutto al nostro network. «Questo stato di cose deve finire, non se ne può proprio più», ha ribadito.

Cos’era accaduto

La paziente, una donna di circa 80 anni, era arrivata ieri mattina all’ospedale di Praia a Mare in preda a una grave forma di pancreatite. I sanitari praiesi l’hanno subito stabilizzata e strappata a più gravi e possibili conseguenze. Il quadro clinico della paziente, però, richiedeva un ricovero urgente in una struttura ospedaliera dotata di un reparto di chirurgia, in caso di un repentino peggioramento dell’infiammazione. Ma in tutta la giornata di ieri non si era trovato un solo posto letto disponibile in tutta la provincia di Cosenza. I famigliari della donna, allarmati, si erano così rivolti a Giuseppe Cesareo per chiedere aiuto e il consigliere comunale cetrarese, a sua volta, aveva subito contattato il nostro network per denunciare l’accaduto ed esternare tutto il suo disappunto sulla vicenda.

Il ricovero dopo il calvario

La notizia ha fatto subito il giro del circondario, spiegando a chiare lettere, una volta di più, quale sia il reale stato della sanità in Calabria: la donna ha rischiato conseguenze nefaste per mancanza di posti letto. Situazione, questa, che è frutto di una politica fatta di anni di tagli scellerati e promesse tradite.

Ma, per fortuna, in mattinata la storia ha preso un’altra piega. La paziente è ha ottenuto una consulenza chirurgica all’ospedale Annunziata di Cosenza, dove è stata trasportata in ambulanza. Il chirurgo che l’ha visitata, però, ha ritenuto che la paziente fosse in pericolo di vita e aveva chiesto di riportarla all’ospedale di Praia a Mare, dove le sale chirurgiche furono smantellate nel lontano 2012. I famigliari si sono fermamente opposti alla decisione e hanno chiesto di cercare ancora un posto letto per la congiunta. Lo hanno trovato a Paola, all’ospedale San Francesco, dopo più di ventiquattro ore dall’inizio del supplizio.