Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Giuseppe Federico, dirigente sindacale del Nursing Up accreditato per le Asp di Catanzaro, Crotone e Azienda Zero. La storia riguarda «l’odissea di un diversamente abile», si legge nel documento. Destinatario il presidente della Regione Roberto Occhiuto.

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Preg.mo Presidente,

nella qualità di Dirigente Sindacale Nursing Up, organizzazione rappresentativa del comparto sanità, le scrivo pubblicamente per sottoporre alla Sua attenzione un caso che ritengo essere di straordinaria importanza e che riguarda da vicino la nostra comunità.

Devo necessariamente puntualizzare che, la nostra azione in rappresentanza dei lavoratori, è rivolta principalmente alla tutela dei diritti contrattuali di chiunque operi nel comparto sanità, ma nel momento in cui un cittadino, a maggior ragione se persona fragile e diversamente abile porta alla nostra attenzione un caso eclatante di mala sanità, non possiamo esimerci dal fornire il nostro contributo scendendo in campo direttamente.

In realtà, con una nota del 15 aprile 2026, abbiamo cercato di sensibilizzarla in merito al caso specifico senza ricevere da Lei nessuna risposta, ma continuiamo ad essere fiduciosi posto che un Presidente di Regione, dovrebbe saltare dalla sedia nell’apprendere notizie che destano indignazione e sconcerto.

Volendo essere tenaci, rappresento l’antefatto e riassumo in breve l’intera vicenda.

Martedì 14 aprile 2026, un cittadino dell’hinterland catanzarese associato al Nursing Up, si reca all’ospedale di Crotone dopo aver prenotato presso il Cup regionale una risonanza magnetica con contrasto per l’addome inferiore e lo scavo pelvico.

Giunto all’ospedale di Crotone, regolarizzata l’impegnativa, si reca in reparto dove gli comunicano che momentaneamente quel tipo di risonanza non viene eseguita presso quella struttura a causa del fermo della strumentazione dedicata (accessori della strumentazione - presumibilmente bobine), senza essere in grado di dare informazioni sul perché sia stato indirizzato sull’Asp in questione, visto che la condizione di impossibilità di quel reparto sarebbe stata prontamente comunicata.

Orbene, il cittadino è persona diversamente abile che ha dovuto impegnare altro soggetto per essere accompagnato, inoltre è sensibile al contrasto per cui dalla sera prima, ha assunto tre capsule di cortisone per superare quell’importante esame, ma tutto ciò è stato completamente inutile.

Un percorso che ha comportato disagio, terapia, stress per un esame fondamentale che potrebbe essere determinante se consideriamo i diversi esiti dello stesso.

Senza puntare il dito contro nessuno, una serie di interrogativi nascono spontanei.

Ma nel 2026, con la telematica alla portata di tutti, come possono accadere simili eventi?

Chi è responsabile di questo sistema che dialoga con le strutture sanitarie regionali?

E per quanto riguarda il cittadino in questione, chi lo rinfonderà per il disagio e l’ingiustizia subita?

Questi sono accadimenti gravissimi, che a nostro avviso pregiudicano la fiducia della comunità verso il sistema sanitario pubblico regionale.

Cosa ne pensa Lei Signor Presidente?

Cosa ne pensate cari cittadini calabresi? Provate ad immedesimarvi nella persona colpita, provate a ripercorre dalla sera precedente le fasi di assunzione del farmaco, il risveglio e la preparazione per un esame clinico importante, salvo poi scoprire di aver sofferto e faticato invano per arrivare pronti ad una risonanza che non c’è.

È questo che ogni cittadino calabrese dovrebbe fare per comprendere meglio, immedesimarsi.

Certamente caro Presidente non resterò anelante nell’attesa di una convocazione o di un incontro con Lei, ma se volesse contattarmi sarò felice di incontrarla accompagnato dal cittadino diversamente abile che ha deciso di non curarsi poiché l’umiliazione, lo sconforto e il disorientamento hanno preso in lui il sopravvento.

I migliori saluti.