I consiglieri regionali dem sostengono che manchi un vero piano di rafforzamento degli organici e dell'assistenza di prossimità: «Stesse strutture con una targa diversa»
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«Mentre i Pronto soccorso scoppiano, le liste d'attesa si allungano e migliaia di calabresi sono costretti a curarsi fuori regione, la Giunta regionale punta a raggiungere gli obiettivi del Pnrr attraverso operazioni formali che rischiano di non tradursi in un reale miglioramento dei servizi». È quanto sostiene il gruppo consiliare del Partito Democratico in Calabria, che critica la recente programmazione delle Case della Comunità sul territorio regionale.
Secondo il capogruppo dem Mimmo Alecci, il rischio è quello di «promettere ai territori una nuova rete di assistenza di prossimità e consegnare invece ai cittadini le stesse strutture di prima con una targa diversa sulla porta». Il Pd denuncia in particolare l'inserimento di nuove Case della Comunità all'interno di poliambulatori, ex ospedali e presidi già esistenti, senza un contestuale rafforzamento degli organici e senza ulteriori risorse economiche.
Nel mirino dei democratici finisce anche la delibera n. 770 del 10 giugno scorso dell'Asp di Catanzaro, che approva i modelli organizzativi di dieci Case della Comunità, due Hub e otto Spoke nei distretti di Catanzaro, Soverato e Lamezia Terme. «Si tratta - sostiene il Pd - di strutture ricavate quasi interamente in presidi già esistenti e senza nuovi oneri di spesa, come la stessa delibera evidenzia».
Per il gruppo consiliare dem, le nuove strutture rischiano di restare «scatole vuote» in assenza del personale necessario a garantire servizi come assistenza medica continuativa, infermieristica, presa in carico multidisciplinare e attività territoriali integrate. Da qui l'accusa alla Giunta guidata dal presidente Roberto Occhiuto di inseguire «target formali» per rispettare le scadenze del Pnrr senza affrontare le criticità della sanità territoriale.
Il Pd ricorda inoltre di avere presentato nei mesi scorsi un'interrogazione sullo stato di attuazione delle Case e degli Ospedali di Comunità, alla quale, afferma, non sarebbe ancora arrivata una risposta formale. «Invece di strutture capaci di alleggerire gli ospedali e ridurre le liste d'attesa - conclude il gruppo consiliare - si stanno costruendo Case della Comunità di carta, utili a salvare i fondi e la propaganda, mentre i cittadini continuano a fare la fila in corsia o a spostarsi fuori regione per curarsi».

