Nel programma di approfondimento su LaC TV, l’analisi del medico e scrittore: carenza di personale, territori scoperti e mobilità sanitaria ancora alta mentre restano i vincoli del Piano di rientro
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La fine del commissariamento della sanità calabrese segna un passaggio politico rilevante, ma non cancella le criticità strutturali accumulate in oltre quindici anni. Ospite della trasmissione “Dentro la Notizia”, in diretta su LaC TV, il medico e scrittore Santo Gioffré traccia un’analisi lucidamente del momento che attraversa il sistema sanitario regionale, distinguendo tra l’uscita formale dalla gestione straordinaria e le condizioni reali in cui continua a muoversi la sanità calabrese.
Il punto di partenza è proprio questo: il commissariamento si chiude sul piano tecnico e politico, mentre restano in vigore i vincoli del piano di rientro e, soprattutto, gli effetti di un lungo periodo di blocchi e limitazioni. Gioffré parla apertamente di una sanità “desertificata”, conseguenza diretta del blocco del turnover e della progressiva riduzione di medici e personale sanitario. Un processo che, negli anni, ha indebolito sia gli ospedali sia la rete territoriale, lasciando scoperti interi segmenti dell’assistenza.
La fotografia che emerge è quella di un sistema che continua a reggersi su equilibri fragili. L’emergenza urgenza, evidenzia Gioffré, è sostenuta da personale reclutato in via straordinaria, mentre la medicina di prossimità resta insufficiente e nei centri dell’interno mancano presìdi fondamentali. La conseguenza è una mobilità sanitaria ancora elevata, con un flusso costante di pazienti che si spostano verso le regioni del Nord in cerca di cure più complesse. Un dato che, secondo l’analisi proposta, conferma come i parametri della crisi non siano stati superati nonostante la fine del commissariamento.
Il nodo principale resta l’assenza di una rete di alta specializzazione capace di trattenere i pazienti in Calabria. Mancano poli strutturati per oncologia, alta chirurgia, complessità pediatriche e altre discipline ad alta intensità, elementi che contribuiscono a rafforzare il divario con altre aree del Paese. In questo contesto, la ricostruzione del sistema sanitario diventa una priorità che richiede tempo, assunzioni e una riorganizzazione profonda dell’offerta.
L’uscita dal commissariamento rappresenta un passaggio significativo, ma non risolutivo. Senza un piano capace di ricostruire personale, servizi e fiducia, il rischio è che il cambiamento resti solo formale. La sfida, ora, è trasformare la fine della gestione straordinaria in un vero punto di ripartenza, dopo anni che hanno lasciato segni profondi nella sanità calabrese

