Una struttura operativa complessa con venti posti letto. Vuota.
Il paradosso del reparto di Urologia dell’ospedale Giovanni Paolo II a Lamezia Terme ha raggiunto il culmine questa estate quando, per carenza di medici, è stato imposto lo stop ai ricoveri ma la crisi era in atto già da almeno un paio di anni.
Già a gennaio 2025 due infermieri del sindacato Nursing Up, in servizio in quel reparto, avevano lanciato l’allarme sulla carenza di personale dirigente medico chiedendo «soluzioni immediate».
All’epoca c’erano sette medici in servizio che sarebbero diventati sei dal primo febbraio. Oggi i medici sono sei con uno in malattia. Con cinque medici coprire i turni diventa impossibile. Già all’inizio del 2025, denunciavano gli infermieri, diventava impossibile assicurare i turni di notte. Un problema che ricadeva sulle spalle degli infermieri che di notte si trovavano a lavorare da soli, magari con pazienti operati da poco o anziani e affetti da più patologie. Il problema era noto da un anno. A dicembre 2025 l’allarme era stato lanciato anche dal consigliere comunale, all’epoca vicepresidente della commissione consiliare Sanità, Mimmo Gianturco: «La grave carenza di personale al reparto di Urologia sta mettendo in serio pericolo la continuità assistenziale e, di conseguenza, la salute dei pazienti». Ogni comunicato o proclama è rimasto lettera morta.

Quello che sappiamo è che l’ultimo avviso per reclutare sette urologi nell’Asp di Catanzaro risale al 4 agosto 2025. A Lamezia Terme però non è mai arrivato nessuno.
La carenza di medici, col tempo, si è incancrenita in maniera tale da aver costretto a non effettuare più ricoveri. Oggi esiste un reparto attivo ma vuoto nel quale i medici fanno consulenze in Pronto soccorso e negli altri reparti e attività ambulatoriale.

Lo sconforto di un paziente

Questo ha destato grande preoccupazione tra cittadini del Lametino e, in particolare in tutti coloro che presentano patologie urologiche.
«Sono stato operato 10 anni fa – racconta il signor Giancarlo Santangelo – e da allora ho bisogno di assistenza quasi quotidiana in Urologia. Ma da agosto i pazienti vengono mandati a Catanzaro, Cosenza, perfino a Reggio Calabria. È drammatico perché era un fiore all’occhiello dell’ospedale, con degenti che arrivavano anche da fuori regione. Oggi è una scatola vuota, bisogna fare qualcosa. Cosa succede a un paziente con una colica renale? O a chi deve essere operato di tumore? Dal reparto non sanno dirci niente». Il paziente è sconfortato: «Un reparto vuoto… non si può andare a Catanzaro per una colica renale».

Per tamponare l’emergenza era stata anche aperta una graduatoria per reclutare medici in pensione. Dovrebbero arrivarne due ma, nel momento in cui scriviamo, non si è visto nessuno.
Le speranze risiedono ora nel bando indetto da Azienda Zero. La delibera del direttore generale Gandolfo Miserendino risale al 28 luglio 2026. Il documento prevede una procedura selettiva per la copertura a tempo pieno e indeterminato di 19 posti da urologo da destinare alle aziende regionali: uno alla Dulbecco, 8 all’Asp di Catanzaro, 2 all’Asp di Cosenza, 4 all’Asp di Vibo Valentia e 4 all’Asp di Reggio Calabria.
La speranza è che i medici scelgano Lamezia e si raggiunga il numero adeguato per poter riprendere a effettuare ricoveri.