Un velo di tristezza e profonda nostalgia avvolge Pizzo e l'intera Calabria sportiva. Nella notte di sabato 5 luglio, si è spento a Roma all'età di 87 anni Gianni Fanello, lo storico bomber napitino che, con i suoi gol e la sua classe, riuscì a portare il nome della sua città natale fino ai vertici della Serie A.
Al di là dei trionfi sul campo, Fanello lascia il ricordo di una figura iconica ma straordinariamente umile, un uomo di grandissima dedizione che, da giovane, non esitava ad aiutare il padre nel lavoro quotidiano prima di correre agli allenamenti.

Dalla Calabria ai palcoscenici nazionali

Nato a Pizzo il 21 febbraio 1939, Fanello è stato il simbolo calcistico indiscusso dell'Unione Sportiva Pizzo, maglia con cui ha disputato i campionati regionali dal 1953 al 1957. Il grande salto nei professionisti arriva nel 1958 con la chiamata del Catanzaro in Serie C: i suoi gol trascinano i giallorossi in Serie B e, nella stagione successiva (1959-1960), a soli 21 anni, si laurea capocannoniere del torneo cadetto con 15 reti.
Il suo talento cristallino non passa inosservato. Nell'estate del 1960, il mitico Nereo Rocco lo convoca nella Nazionale Olimpica per i Giochi della XVII Olimpiade di Roma. Fanello fa il suo esordio azzurro il 26 agosto contro Taiwan, siglando una rete nelle due partite disputate e contribuendo al quarto posto finale dell'Italia.

L'intreccio con Gianni Rivera e i record storici

Proprio durante i Giochi Olimpici, il Milan lo acquista per la cifra (allora astronomica) di 40 milioni di lire, inserendolo in un leggendario intreccio di mercato: i rossoneri lo girano in prestito all'Alessandria in cambio di un giovanissimo Gianni Rivera. In Piemonte, Fanello vive una stagione da record (1960-1961): 26 reti in 37 partite (con soli due rigori calciati).
Un primato assoluto di gol nei grigi che è rimasto imbattuto per quasi quarant'anni, eguagliato solo nel 1998-99 da Ferrante del Torino (il quale però segnò ben 12 rigori).

La consacrazione in Serie A e l'avventura canadese

Il legame tra il bomber e la sua terra si consacra definitivamente nel 1963 con il passaggio al Catania in Serie A. È su questi campi che Fanello porta idealmente con sé tutta la comunità di Pizzo, collezionando 35 presenze e 5 reti nella massima serie. Dopo un'altra stagione in Sicilia, viene rivoluto da Nereo Rocco al Torino e, successivamente, chiude la sua carriera italiana alla Reggiana in Serie B.
Ma la sua fame di calcio non si esaurisce in Italia: nel 1973 vola in Canada per vestire i panni di allenatore-giocatore del Toronto Italia nella National Soccer League, traghettando la squadra al quinto posto. Il suo bilancio complessivo nei campionati italiani resta da brividi: 80 presenze e 17 reti In Serie A; 218 presenze e 71 reti in Serie B.

Il ricordo e l'omaggio della sua Pizzo

La scomparsa di Gianni Fanello lascia un vuoto incolmabile, ma anche un patrimonio di ricordi indelebili. Pizzo perde una colonna della sua storia, un esempio per le future generazioni che non sarà certamente dimenticato.
La città si stringe intorno al suo ricordo e la risposta del mondo sportivo locale è immediata: già da questa estate, la storica Coppa Olimpia, giunta alla sua 65ª edizione e guidata dal presidente Matteo Betrò, sarà interamente dedicata al compianto bomber napitino. Il modo più giusto per far correre ancora, idealmente, quel pallone che Gianni ha amato così tanto.
Al dolore che ha colpito la famiglia Fanello, inoltre, si è unito anche il Milan Club Pizzo "Paolo Maldini".