Sarà Silvio Baldini, commissario tecnico della Nazionale italiana Under 21, l’ospite d’onore della XIII edizione del Premio Sportivo Internazionale “Nicola Ceravolo”, in programma venerdì 4 settembre alle 11 nella sede del Comitato Regionale FIGC-Lega Nazionale Dilettanti della Calabria, a Catanzaro. Una giornata che unirà il ricordo del “Presidentissimo” alla presentazione dei calendari dei campionati di Eccellenza e Promozione e che vedrà anche la partecipazione del presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, destinatario di un premio speciale.

La manifestazione è stata presentata alla Biblioteca De Nobili di Villa Margherita alla presenza, tra gli altri, del presidente della FIGC Calabria Saverio Mirarchi, dell’ideatore e organizzatore del Premio Maurizio Insardà e di Guido Mannella, nipote di Nicola Ceravolo. A coordinare la giornata del 4 settembre sarà Italo Cucci, mentre la conduzione sarà affidata a Marica Giannini.

Per Mirarchi, l'abbinamento con la presentazione dei calendari rappresenta un'occasione per mettere insieme memoria, attività istituzionale e futuro del movimento. «Un evento che accompagna un premio prestigiosissimo, lo conosciamo ormai per il suo valore e per la qualità, ad un altro momento importantissimo per il nostro calcio che è quello della presentazione dei calendari di Eccellenza e Promozione».

La sede scelta non è casuale. «Ovviamente la sede sarà quella istituzionale, quella del Comitato Regionale Calabria, la Sala Convegni, atteso anche che il premiato è un'istituzione calcistica federale».

Al centro della mattinata ci sarà soprattutto Baldini, ma accanto al tecnico dell'Under 21 ci sarà un altro nome di primo piano del calcio italiano. «Il mister Baldini, allenatore dell'Under 21, sarà tra le altre cose accompagnato anche dal presidente Abete, altra persona di assoluto valore che conosciamo perfettamente per quello che ha fatto nel mondo del calcio».

La presenza dei due dirigenti consentirà di allargare il confronto a uno dei temi più delicati per il movimento: lo spazio concesso ai giovani italiani e la necessità di costruire un percorso che permetta ai talenti di crescere giocando.

«Sarà una mattinata abbastanza impegnativa – sottolinea Mirarchi – ma credo che ci darà l'opportunità di svolgere un confronto importante su quelli che sono i temi più attuali: la valorizzazione dei giovani, il talento, la necessità che i grandi club investano non solo su loro stessi ma anche in ottica di sistema federale, quindi dando opportunità ai loro giovani di fare esperienza, di valorizzarsi e di dare una mano al calcio italiano».

Un premio speciale sarà quindi consegnato a Giancarlo Abete. «Sarà presente e trascorrerà una mattinata insieme a noi per quello che ha fatto per il calcio italiano. È stato presidente federale, oggi è presidente della Lega Nazionale Dilettanti, la più grande Lega che abbiamo in Italia e credo che sia un'altra delle eccellenze del calcio italiano».

Sul significato della XIII edizione interviene anche Maurizio Insardà. «Il messaggio è sempre lo stesso, alla fin fine ricordare un grande presidente come Nicola Ceravolo. Nello stesso tempo la Federazione ovviamente è la casa ideale, è la casa dello sport, è la casa del calcio regionale. Saverio Mirarchi come sempre è molto disponibile».

Unire il Premio alla giornata dedicata ai calendari significa anche ribadire l'unità del movimento calcistico. «Abbinare queste cose insieme è importante perché alla fin fine nel mondo del calcio non ci sono categorie: il calcio è bello, il calcio è vita, il calcio trasmette emozioni, sentimenti per ognuno di noi».

Insardà spiega poi perché la scelta sia caduta proprio su Silvio Baldini. «È un allenatore molto diverso rispetto agli altri, non ha vinto Scudetti, non ha vinto Champions League, ma è un allenatore molto pulito sotto tutti gli aspetti, lavora molto bene con i giovani, rappresenta in pieno secondo me proprio la rinascita anche della Nazionale».

La guida dell'Under 21 diventa così simbolicamente legata al tema che attraverserà l'intera manifestazione. «Dare la possibilità a uno come lui di guidare l'Under 21 secondo me è molto importante. L'Italia ha bisogno di giovani, l'Italia ha bisogno di cercare di poter valorizzare e promuovere sempre di più i settori giovanili e far tornare l'Italia a quella che è sempre stata, una grande Nazionale».

Il tema trova spazio anche nelle parole di Guido Mannella, che parte però dall'aspetto più personale della manifestazione: il ricordo del nonno Nicola Ceravolo a 38 anni dalla scomparsa. «Questa manifestazione in sua memoria, che si ripete per la tredicesima edizione, naturalmente ci riempie di orgoglio e siamo molto felici che la città lo voglia ancora ricordare dopo tanto tempo».

Mannella mette poi il dito su una delle contraddizioni del calcio italiano, citando due giovani talenti. «Ho avuto modo in una trasmissione nella scorsa stagione di commentare le prestazioni di Liberali dicendo che ne vedevo un grande futuro e che per me sarebbe diventato il capitano della nostra Nazionale».

Da qui la perplessità per il poco spazio trovato dal giovane: «Oggi vederlo fare la riserva a Como chiaramente mi lascia un po' perplesso, vedere un ragazzo di quelle qualità non giocare neanche dieci minuti a partita».

Un ragionamento che Mannella estende anche a Favasuli: «Vedere un giocatore come Favasuli, dopo la splendida stagione passata, fare la riserva a Napoli dispiace perché mi piacerebbe vedere questi ragazzi italiani che hanno dimostrato di avere del valore e caratteristiche molto interessanti. Mi piacerebbe vederli giocare e non vederli stare in panchina, perché non hanno possibilità di mettersi in mostra se non giocano mai».

Il Premio Nicola Ceravolo diventa così non soltanto un appuntamento dedicato alla memoria di uno dei personaggi simbolo della storia calcistica catanzarese, ma anche un'occasione per interrogarsi sul futuro. Dai dilettanti all'Under 21, passando per i grandi club, il filo conduttore sarà quello dei giovani e della necessità di trasformare il talento in opportunità concrete. Nel ricordo di Ceravolo, ma con lo sguardo rivolto alla prossima generazione del calcio italiano.