Dopo l'1-0 incassato contro il Cesena, deciso dal colpo di testa di Gelli all'83', il tecnico giallorosso analizza una partita che, a suo giudizio, avrebbe meritato un epilogo diverso. Il rammarico è soprattutto per una ripresa nella quale il Catanzaro era riuscito a guadagnare campo e a costruire un'importante occasione da gol, prima di essere punito da un calcio piazzato.

«Ho visto un primo tempo abbastanza equilibrato, nel quale probabilmente il Cesena ha avuto più possesso palla di noi. Il Catanzaro si è difeso con grande ordine, concedendo poco o niente e cercando di ripartire. Un paio di ripartenze sono state fatte bene, qualcuna poteva essere sfruttata meglio», spiega Mignani.

Nella ripresa, secondo l'allenatore, la squadra ha cambiato passo. «Nel secondo tempo il Catanzaro è cresciuto, ha preso il pallino del gioco in mano e una punizione ci ha beffato. È una partita della quale avrei sicuramente accettato il pareggio, ma la sconfitta mi lascia l'amaro in bocca perché credo che i miei ragazzi non l'abbiano meritata».


«Il lavoro non viene gratificato dai risultati»

Tre partite sulla panchina giallorossa, due pareggi e una sconfitta. Mignani invita però a distinguere i risultati dalle prestazioni, ricordando il pochissimo tempo avuto a disposizione prima dell'esordio contro il Benevento.

«La prima partita la considero relativamente, perché sono arrivato il lunedì per giocare il martedì e onestamente si poteva mettere poco mano. La seconda è stata fatta bene e anche quella di oggi, secondo me, è stata affrontata nella maniera giusta, con grande applicazione da parte di tutti. Quello che avevo chiesto ai calciatori è stato fatto».

Il problema resta la mancanza di risultati, che continua a pesare sulla classifica e sul morale della squadra.

«Purtroppo questo è un momento nel quale il lavoro non viene gratificato dal risultato. Sia nella partita contro il Padova che in quella di oggi avremmo meritato qualcosa in più. È il risultato che ti fa credere in quello che fai e ti fa capire che ci sono margini per migliorare la classifica. Non bisogna abbattersi. Il calcio a volte riserva vittorie non meritate e sconfitte immeritate».

Poi i complimenti agli avversari, senza rinunciare alla propria valutazione: «Il Cesena ha fatto la sua partita, ha provato a vincere e ha vinto. Gli faccio i complimenti, ma sono convinto che la mia squadra non abbia meritato di perdere».


La scelta di sostituire Iemmello e l'impatto di Franck Tchaouna

Tra gli episodi più significativi della ripresa c'è l'ingresso di Franck Tchaouna al posto di Pietro Iemmello. Una scelta che ha modificato le caratteristiche dell'attacco giallorosso e che ha prodotto una delle occasioni più importanti della partita, con il pallone servito a Koffi e salvato sulla linea da Frabotta.

Mignani spiega così la sostituzione: «Sono due giocatori diversi. Nella prima parte della partita avevamo preparato la gara cercando di rompere la loro linea, perché venivano a prenderci in pressione uomo su uomo. Volevamo trovare Iemmello tra le linee per cercare di far avanzare uno dei due centrali, ma non ci siamo riusciti molto perché i loro centrocampisti sono stati bravi a fare filtro».

Da qui la decisione di cambiare soluzione offensiva.

«L'idea di mettere un ragazzo con caratteristiche diverse era quella di sfruttare gli spazi che ci lasciavano nell'uno contro uno. Secondo me ci era anche riuscito, perché è entrato bene. Nell'occasione del salvataggio sulla linea ha fatto un bel movimento e ha gestito bene il pallone per servire un compagno».


Il gol di Gelli: «Qualcosa potevamo fare meglio»

Il momento decisivo arriva all'83', quando Gelli sfrutta il traversone di Frabotta su calcio piazzato e supera Pigliacelli con un colpo di testa. Un episodio sul quale Mignani riconosce alcune responsabilità difensive, pur sottolineando la buona esecuzione degli avversari.

«Ho parlato di beffa perché secondo me la squadra stava giocando e aveva preso più campo rispetto al Cesena. In questo senso è stata una beffa. Poi il gol l'hanno meritato, l'hanno fatto ed è stato anche bello».

Il tecnico entra quindi nel dettaglio: «È chiaro che quando prendi gol su calcio piazzato c'è qualcosa che potevi sicuramente fare meglio. Probabilmente il fallo era evitabile e probabilmente il traversone che arrivava da lunga distanza poteva essere letto meglio».

L'obiettivo è ripartire senza perdere fiducia nel lavoro intrapreso.

«Quando perdi le partite sicuramente qualcosa puoi fare meglio sotto tutti gli aspetti, soprattutto quando prendi gol su piazzato. Dobbiamo lavorarci, sapere che non dobbiamo abbatterci e che il campionato è ancora lungo. Dobbiamo credere nel lavoro che stiamo facendo, perché già oggi secondo me si è visto qualcosa».


Il ritorno al Manuzzi: «Mi sarebbe piaciuto fare uno sgambetto al Cesena»

Per Mignani quella di Cesena non era una trasferta come le altre. Il tecnico è tornato in uno stadio nel quale aveva lavorato, ritrovando un ambiente al quale è rimasto legato.

«La vita ti riserva delle sorprese. Alla prima partita da allenatore del Catanzaro ho trovato mio figlio da avversario, alla terza sono tornato a Cesena da ex».

Infine, un pensiero alla sua precedente esperienza in Romagna: «Mi sono sempre trovato bene con tutti qui. Non ho avuto problemi con nessuno, a partire dalla società, dai miei calciatori, dai tifosi e da voi giornalisti. È sempre piacevole tornare qua. Mi sarebbe piaciuto magari farvi lo sgambetto».