La notte di Lussemburgo non è stata solo quella di una vittoria dell'Italia dopo il disastro di Zenica, ma ha segnato l'inizio di una favola sportiva per la Calabria.

Costantino Favasuli, il talento originario di Africo, nella Locride, ha vestito per la prima volta la maglia della Nazionale maggiore, schierato dal primo minuto dal ct ad interim Silvio Baldini. Una scelta che ha voluto premiare la linea verde e il coraggio, affidando la fascia destra a un ragazzo di soli 22 anni che ha saputo imporsi con una prestazione tutta dinamismo e intensità.

In campo per 67 minuti, Favasuli ha mostrato quella corsa e quell'applicazione tattica che lo hanno reso uno degli uomini chiave nell'ultima stagione di Serie B. L'esterno giallorosso ha presidiato la corsia laterale confermando la crescita esponenziale avuta dopo il passaggio definitivo dalla Fiorentina al club calabrese.

Al termine del match, visibilmente emozionato davanti ai microfoni della Rai, il calciatore ha espresso tutta la sua gratitudine per chi ha creduto in lui. Nelle dichiarazioni rilasciate all'inviata Tiziana Alla, Favasuli ha voluto dedicare questo traguardo alla sua terra e, in particolare, al Catanzaro e a mister Alberto Aquilani. «Rappresentare la mia terra è un'emozione indescrivibile» ha dichiarato, ricordando come vestire l'azzurro fosse il suo obiettivo fin da bambino. Il pensiero del giovane è andato inevitabilmente anche alla straordinaria stagione appena conclusa con la maglia giallorossa, culminata nella doppia finale playoff contro il Monza.

Nonostante la promozione in Serie A sia sfuggita per un soffio, quel percorso ha forgiato il carattere di Favasuli, permettendogli di accumulare la consapevolezza necessaria per calcare palcoscenici internazionali. Per la Calabria, che dopo l'era Gattuso ritrova un suo figlio protagonista in azzurro, l'esordio di Favasuli rappresenta un motivo di immenso orgoglio regionale.

«Devo ringraziare mister Baldini perché ci ha dato un'occasione unica – ha commentato Favasuli al termine del match – Sono molto contento di essere qui oggi. Sono stato anche un po' fortunato perché mancava Palestra, che è incredibile in quel ruolo. Però sono contento di aver realizzato il mio sogno di bambino». Non manca infine un elogio a Baldini, l'allenatore che gli ha consegnato un’occasione importante per la sua carriera: «È bravissimo a fare gruppo. Fuori dal campo siamo tutti amici e in campo viene tutto più facile».