Dopo l'esperienza tra Corigliano e Rossanese, il difensore centrale è svincolato e pronto a una nuova sfida. «La mia priorità resta la Calabria, aspetto il progetto giusto»
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Con l'avvicinarsi di luglio e la scadenza per le iscrizioni ai campionati che dista ormai meno di un mese, il calciomercato dilettantistico calabrese entra ufficialmente nella sua fase più calda. Tra Eccellenza e Promozione sono giorni frenetici di trattative e programmazione, dove a fare la differenza sono spesso l'esperienza e la solidità dei singoli.
Identikit che si sposa perfettamente con il profilo di Umberto Pizzoleo. Il difensore centrale, pugliese d’origine ma calabrese d'adozione, nell'ultimo decennio si è consacrato come uno dei pilastri difensivi più affidabili della regione. Reduce da un'annata vissuta a metà tra Corigliano e Rossanese, il centrale trentaduenne è ora svincolato e pronto a rimettersi in gioco.
Il bilancio sulla scorsa stagione
Pizzoleo riavvolge il nastro dell'ultimo campionato, partendo dall'approdo a Rossano in un momento decisamente delicato per i rossoblù: «Sono arrivato a dicembre in una squadra che stava annaspando. La Rossanese aveva chiuso il girone d'andata in zona playout, nonostante i programmi iniziali fossero ben diversi. Ma a me le sfide complicate sono sempre piaciute: ho accettato e penso di aver dato un grosso contributo per raggiungere una salvezza tranquilla».
Una stagione non priva di ostacoli, segnata anche da un doloroso lutto personale: «Dopo la scomparsa di mio padre mi sono assentato per stare vicino alla mia famiglia. Successivamente la società ha deciso di tagliare quattro o cinque elementi, tra cui il sottoscritto. Sono ancora in attesa di alcune spettanze, ma ritengo la Rossanese una società seria e sono sicuro che mi chiameranno presto per regolarizzare il tutto».
Il futuro: «Ho 32 anni e voglio vincere»
I numeri, d'altronde, parlano per lui: «A livello personale sono molto soddisfatto di quanto fatto. Basti pensare che quando ho lasciato Corigliano, la squadra vantava la miglior difesa del torneo».
Ora lo sguardo è rivolto al futuro e il telefono ha già ricominciato a squillare, anche se il centrale attende l'affondo giusto: «Ho ricevuto qualche chiamata, ma ancora niente di concreto o pienamente convincente. A 32 anni, e con qualche campionato già vinto alle spalle, ho ancora tanta fame e voglia di misurarmi per obiettivi importanti. La mia priorità è rimanere in Calabria, una terra che ormai considero casa mia. So che tra Eccellenza e Promozione ci sono quattro o cinque piazze con progetti ambiziosi: sono pronto».

