Il personaggio

Dilettanti, quando Valerio Saffioti era il terrore dei portieri avversari

Il centravanti di Palmi, che oggi compie 44 anni, si è ritirato dalle scene, ma per un ventennio è stato fra i protagonisti del calcio dilettantistico calabrese

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di Redazione
21 settembre 2021
13:39

Fino a qualche anno fa il compleanno lo festeggiava a suon di gol. Valerio Saffioti, 44 anni proprio oggi (tanti auguri!) per un ventennio ha rappresentato lo spauracchio delle difese avversarie. E sempre per un ventennio, ad ogni calciomercato, c’era la fila per accaparrarsi uno dei centravanti più forti e più prolifici mai visto nel calcio dilettantistico calabrese. Si è ritirato nel 2017, poco prima di toccare quota 40, ma per quel che ha fatto nell’ultima stagione (13 reti in Promozione con la Laureanese) avrebbe potuto continuare a giocare per un bel po’.

Un bomber gentiluomo: così potremmo definirlo, anche se quella decina di espulsioni subite in carriera lo fanno sembrare una testa calda. Ma Valerio è sempre stato rispettoso di tutto e tutti, anche se in campo amava farsi rispettare a sua volta e ogni tanto gli è saltata la mosca al naso. Ma nulla di che.


Messosi in mostra nel Palmi, in Prima categoria, nell’estate del 1997 Mimmo Varrà lo propone, a sorpresa, come attaccante del Capo Vaticano e in cambio ne ottiene, fra Promozione ed Eccellenza, 45 reti in 59 partite e la Calabria dilettantistica, così, conosce, ammira ed apprezza Valerio Saffioti. Da lì in poi una lunga carriera ricca di reti, con 5 promozioni e anche cinque stagioni in Serie D, dove tocca tre volte la doppia cifra con il Rosarno e il Castrovillari. Tutti lo vogliono. Tutti fanno a gara per averlo. Di exploit ne realizza diversi: un anno a Rosarno in Promozione fa 24 reti in 20 gare: in pratica segna una rete ogni 71 minuti. Con il Laurabella, invece, arriva a dicembre e segna 17 volte. E non solo gol, ma anche tanto lavoro sporco per la squadra e una grande mano di aiuto per il compagno di reparto. Puntualmente chi gioca al suo fianco beneficia della sua presenza: spesso se ne porta un paio appresso, spesso sale fino a centrocampo a fare da sponda, spesso prende botte e guadagna punizioni e rigori.

A un certo punto inizia a segnare di meno e qualcuno pensa che sia finito, ma la risposta arriva dal campo: due campionati vinti, di seguito, a partire dai 37 anni, con Roccella e Cittanovese, con 26 centri in 56 gare, fra Eccellenza e Promozione, un torneo, quest’ultimo, nel quale realizza in totale 113 gol in 150 presenze. E per la cronaca non è mai retrocesso e solo due volte, in venti anni di carriera, la squadra nella quale lui ha giocato è finita nella parte destra della classifica.

Campione dentro e anche fuori dal campo: di Valerio Saffioti tutti ne parlano bene. E viene prima l’uomo e poi il calciatore e questa è la cosa più bella. Adesso si dedica alla famiglia, ha un lavoro da portare avanti, ma negli anni si è divertito con il calcio, entusiasmando le piazze nelle quali si è esibito. E certi gol sono ancora impressi nella mente dei tifosi. Ha preso il patentino di allenatore: lo scorso ottobre, poco prima dello stop per la pandemia, avrebbe dovuto iniziare una nuova avventura. Se ne riparlerà in futuro, magari.

Intanto resta quel gran bel ricordo di un bomber che per 20 anni ha rubato puntualmente la scena, riscuotendo applausi e consensi. È sceso in campo, nelle sole gare di campionato, nella stagione regolare, per 571 volte ed ha segnato, in totale, 248 gol. Il conto aumenta con le coppe e gli spareggi, ma il dato numerico non racconta pienamente cosa ha rappresentato Valerio Saffioti per i dirigenti e i tecnici, per i compagni di squadra e per i tifosi, ma anche per chi ha avuto la fortuna di raccontarne le gesta.

Tanti auguri, Valerio. Buon compleanno, bomber per sempre.

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