Il tecnico neroverde analizza il 2-2 del "Lopresti" contro Sc Soverato: «Nel primo tempo sprecate troppe occasioni. Nel finale ci siamo abbassati per paura di vincere, è un aspetto mentale da correggere»
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C'è tanta amara consapevolezza nelle parole del post-partita in casa Palmese. La terza giornata del campionato di Eccellenza regala ai neroverdi un 2-2 casalingo contro la matricola Sc Soverato al termine di un match ricco di fiammate, ma anche di occasioni sprecate. Tra le mura amiche dello stadio "Lopresti", ai ragazzi di mister Massimo Brasile non è bastata la splendida doppietta personale di Sabella per conquistare l'intera posta in palio, facendosi riagganciare in due circostanze dai catanzaresi.
«Dominato nel primo tempo, serviva più incisività»
A tracciare il bilancio del match è stato lo stesso allenatore neroverde, che non nasconde il rammarico per una vittoria sfuggita di mano dopo aver condotto a lungo il pallino del gioco: «È stata una gara dominata soprattutto nel primo tempo, dove purtroppo abbiamo sprecato diverse occasioni da rete. Dovevamo essere certamente più incisivi sotto porta, fermo restando anche la bravura del loro portiere in più di un intervento».
Il blackout nel finale e la tenuta mentale
Nella seconda frazione la Palmese era riuscita a sbloccare nuovamente il punteggio, prima di accusare un calo di tensione nel finale che è costato a caro prezzo: «Nella ripresa siamo ripartiti con il piglio giusto e abbiamo fatto due gol, poi probabilmente è subentrata la paura di volerla vincere a tutti i costi e abbiamo avuto qualche problemino. Siamo stati troppo leggeri in fase difensiva e nel finale abbiamo concesso il definitivo 2-2».
Mister Brasile analizza con lucidità anche le proprie scelte tattiche negli ultimi minuti di gara, indicando la strada per il futuro: «Nell'ultimo quarto d'ora ho scelto di disporre la squadra a cinque dietro pensando di difendere meglio il vantaggio, invece finendo per abbassarci troppo. Questo aspetto mentale va certamente corretto in vista delle prossime uscite, ma ai ragazzi sotto l'aspetto della prestazione e del gioco espresso non posso rimproverare nulla».

