Prestazione di spessore, maturità e cinismo. Il Catanzaro espugna Chiavari con un 3-1 che vale il quarto successo consecutivo e consolida la corsa playoff. Sul sintetico tutt’altro che semplice del Comunale, le Aquile piegano la Virtus Entella con una prova di personalità e qualità, confermando il momento d’oro.

Una partita «difficile», come l’ha definita più volte Alberto Aquilani, ma interpretata con il piglio giusto. Il Catanzaro sbanca il campo della Virtus Entella grazie alle reti di Favasuli (nel recupero del primo tempo), Petriccione e Pompetti nella ripresa. In mezzo il gol di Franzoni per i liguri, ma la sensazione è che le Aquile abbiano sempre avuto in mano il controllo della gara.

Aquilani parte dai complimenti ricevuti e sottolinea il peso specifico del successo: «È stata difficile, sapevo ma sono bastati dieci minuti per far capire la difficoltà di venire qui e fare risultato».

Un campo particolare, un avversario in lotta per la salvezza e la necessità di mantenere alta la concentrazione dopo tre vittorie consecutive: ingredienti che avrebbero potuto complicare la serata. Invece, secondo il tecnico, la squadra ha risposto con maturità: «I ragazzi hanno eseguito nel modo giusto, sono stati molto attenti nelle due fasi. Abbiamo sempre margine, sicuramente, e questo per me è un dato importante perché significa che c’è una squadra che può ancora crescere. Ma venire qui e fare questo tipo di prestazione con questa maturità è un segno che stiamo lavorando bene».

L’impatto con il sintetico di Chiavari non è stato immediato. «Abbiamo visto all’inizio qualche passaggio col pallone che rallentava, si vede quando il terreno è diverso. Poi però hanno preso le misure tutti e hanno iniziato a fare i passaggi con più forza e con più misura».

Un adattamento rapido che Aquilani legge come ulteriore segnale di crescita. Particolare soddisfazione anche per la fase difensiva: «Per vincere le partite la squadra deve essere brava e matura a capire che tipo di partita stai giocando. Ci siamo adattati al campo e alla partita e questo è un segno di maturità».

Resta un pizzico di rammarico per il gol incassato, dopo tre gare senza subire reti: «Venivamo da tre partite senza prendere gol e oggi ne abbiamo preso uno. Ci deve essere un po’ di rabbia anche per questo, è un segno di miglioramento».

Alla domanda sul giusto mix tra idee dell’allenatore e caratteristiche dei giocatori, Aquilani risponde con equilibrio: «Non lo so, il processo è fatto di tanti step. È ovvio che il risultato ti dà più consapevolezza e serenità. Noi siamo un gruppo di lavoro che ha sempre lavorato vedendo tutte le gambe a disposizione, scoprendo magari qualcuno che non si conosceva così bene. Oggi li vedo tutti molto dentro».

La classifica dice 44 punti e una zona playoff sempre più solida, ma il tecnico frena: «Siamo ancora dentro il campionato, ci sono tante partite e tanti punti. Siccome vedo che tanti giocatori e la squadra in generale possono migliorare, il nostro obiettivo è rimanere concentrati perché ci sono tanti margini».

Le storie di Favasuli e Pompetti Infine, spazio ai singoli. Aquilani elogia Favasuli per la quantità di lavoro: il suo gol è «il premio a una stagione che lo sta mostrando ad altissimi livelli».

Ma l’abbraccio più sentito è per Pompetti, autore del terzo gol: «Siamo molto contenti per Marco perché è un ragazzo sensibile che sta tornando ai suoi livelli. Ha avuto un infortunio molto lungo, ma si sta mettendo dentro anima e corpo per dare una mano. Questo è un giusto merito e un premio a lui e ovviamente alla squadra».