Dai raduni delle Nazionali italiane alle attività di pallavolo integrato e Sitting Volley, Camigliatello diventa un laboratorio di integrazione sociale. Il presidente di “Calcia l’Autismo”: «La socializzazione è la prima risposta alle fragilità»
Tutti gli articoli di Sport
PHOTO
Non soltanto pallavolo di alto livello, ma anche inclusione, partecipazione e crescita sociale. L'estate azzurra che vede protagoniste le Nazionali giovanili maschili a Camigliatello Silano si arricchisce infatti di un importante messaggio rivolto al mondo della disabilità grazie alla collaborazione con l'associazione “Calcia l'Autismo APS”.
Nel corso dei raduni federali, che proseguiranno fino a settembre, saranno promosse attività di volley integrato e Sitting Volley, coinvolgendo ragazzi con disabilità fisiche e intellettive in un percorso che punta a fare dello sport uno strumento concreto di integrazione. Un progetto che Luigi Lupo, presidente dell'associazione Calcia l'Autismo Aps, considera un valore aggiunto dell'intera manifestazione; «Quello che si farà a Camigliatello per tutta l'estate non è soltanto pallavolo – spiega ai microfoni di LaC –. Qui ci sono i campioni del domani e tanti protagonisti del volley italiano, ma c'è anche turismo, aria buona, qualità della vita e soprattutto inclusione sociale. Fino a settembre saranno organizzate numerose attività dedicate alle persone con disabilità, sia fisiche che intellettive».
L'associazione opera da anni sul territorio e collabora stabilmente con la Fipav Cosenza, promuovendo iniziative che vanno ben oltre la stagione estiva. L'obiettivo è creare occasioni di incontro tra i giovani atleti e i ragazzi con fragilità, abbattendo barriere e pregiudizi.
«Già durante l'inverno realizziamo attività insieme alla Federazione – sottolinea Lupo –. In estate abbiamo l'opportunità di coinvolgere questi ragazzi accanto agli atleti delle Nazionali. È importante che possano vivere le stesse esperienze dei loro coetanei, condividere emozioni, entusiasmo e momenti di socializzazione».
Un messaggio che si sposa perfettamente con la filosofia della pallavolo italiana, sempre più attenta ai temi dell'accessibilità e della partecipazione.
Per il presidente di “Calcia l'Autismo”, lo sport rappresenta infatti il veicolo più efficace per favorire l'inclusione: «Lo sport è lo strumento per eccellenza dell'integrazione – afferma – perché insegna il rispetto delle regole e permette a tutti di sentirsi parte di un gruppo. Un ragazzo con disabilità, interagendo con gli altri, socializza e cresce. La socializzazione è spesso la prima risposta alle fragilità. Lo sport, per sua natura, unisce e include».



