Roja nettamente superiore all’Albiceleste nella finale dei Mondiali a New York. Gli iberici non concretizzano ma l’espulsione di Enzo Fernandez cambia la partita prima della zampata dell’attaccante del Barcellona al 106’. Nel finale Simeone spreca l’unica occasione dei sudamericani
Tutti gli articoli di Sport
PHOTO
La Spagna torna sul tetto del mondo sedici anni dopo il trionfo in Sudafrica. Al MetLife Stadium di New York la nazionale di Luis de la Fuente supera 1-0 l'Argentina ai tempi supplementari e conquista il secondo Mondiale della sua storia, interrompendo il regno dell'Albiceleste campione in carica.
A decidere una finale intensa, tatticamente bloccata e ricca di tensione è Ferran Torres, autore del gol al 106' dopo essere entrato dalla panchina.
La partita vive soprattutto sul controllo della Roja, che tiene il possesso del pallone fin dai primi minuti e costringe l'Argentina ad abbassarsi. La prima occasione arriva già al 5', quando Lamine Yamal conclude da posizione favorevole trovando la decisiva deviazione di Lisandro Martinez. Gli spagnoli mantengono il predominio territoriale ma faticano a trovare spazi contro una formazione Argentina molto compatta.
Dall'altra parte Messi resta spesso isolato e la squadra di Scaloni non riesce quasi mai a sviluppare azioni pericolose. Nel finale del primo tempo è ancora la Spagna a rendersi insidiosa con Oyarzabal e Cucurella, mentre l'Argentina perde per infortunio Lisandro Martinez, sostituito da Otamendi.
Dopo l'intervallo la pressione della Roja aumenta. Baena impegna subito Emiliano Martinez, poi De la Fuente inserisce Pedri e Ferran Torres per aumentare qualità e peso offensivo. Martinez è chiamato più volte agli straordinari: respinge una conclusione di Dani Olmo non trattenuta perfettamente, blocca un colpo di testa di Ferran Torres e interviene ancora su Cubarsí e Laporte. L'Argentina continua invece a produrre pochissimo in fase offensiva, senza riuscire a effettuare tiri nello specchio della porta. Nel recupero dei tempi regolamentari arriva l'episodio che cambia l'inerzia della finale.
Enzo Fernandez, già ammonito, interviene in ritardo su Cubarsí e riceve il secondo cartellino giallo, lasciando l'Albiceleste in inferiorità numerica al 93'. Prima del fischio finale Yamal sfiora anche il gol su punizione, ma Martinez devia in calcio d'angolo. Nei supplementari la Spagna aumenta ulteriormente la pressione. Al 96' Nico Williams trova la rete, annullata però per un fallo di Merino su Otamendi nell'azione. Pochi minuti dopo Merino sfiora il vantaggio di testa. Il gol decisivo arriva all'inizio del secondo tempo supplementare. Al 106' Nico Williams prolunga di testa un pallone proveniente dalla sinistra e Ferran Torres, tutto solo al centro dell'area, controlla e scarica un potente sinistro sotto la traversa che non lascia scampo a Martinez.
Lo stesso attaccante del Barcellona realizza anche il raddoppio al 113', ma la rete viene annullata per fuorigioco. L'Argentina, fino a quel momento quasi mai pericolosa, tenta l'assalto finale nonostante l'uomo in meno. L'occasione migliore capita a Simeone al 122', che sugli sviluppi di un calcio d'angolo conclude alto da ottima posizione. È l'ultimo sussulto prima del triplice fischio. Per la Spagna è il secondo titolo mondiale dopo quello conquistato nel 2010. La Roja completa così un nuovo ciclo vincente, trascinata da una generazione guidata dal talento di Lamine Yamal e premiata per una finale giocata sempre all'attacco. Si interrompe invece la corsa dell'Argentina, che dopo il trionfo del 2022 vede sfumare il sogno del quarto Mondiale della propria storia al termine di una gara nella quale non è mai riuscita a imporre il proprio gioco. Adx 20260720T000841Z

