"Non vedo, non sento, non parlo", probabilmente uno dei detti più famosi e che richiama alle tre scimmie sagge che rimandano al senso di ignorare consapevolmente qualcosa e continuare per la propria strada. In questo preciso momento storico è proprio la filosofia che deve adottare la Vibonese, soprattutto per quel che riguarda il campo e come testimoniano i giocatori rossoblù.

Non vedo, non sento, non parlo

All'orizzonte c'è il venticinquesimo turno del campionato di Serie D (girone I) con la Vibonese che tornerà allo stadio Luigi Razza, davanti ai propri tifosi, per affrontare la Gelbison. Inutile dire che l'unico imperativo è quello di vincere poiché ipotetici tre punti, attualmente, sono più importanti della prestazione e del bel gioco. Tre sconfitte consecutive in campionato per la formazione di mister Antonello Capodicasa ma, soprattutto, cinque sconfitte nelle ultime sei uscite di campionato e con lo spettro dei play out distante solo quattro lunghezze. Insomma, inutile dire che domenica il successo è d'obbligo anche in relazione agli impegni futuri, perché dopo di questa gara i rossoblù saranno chiamati alla proibitiva trasferta contro la capolista Savoia e poi avranno tre scontri diretti di fila contro Ragusa, Messina e Vigor Lamezia.
Il tutto mentre si sta lavorando, parallelamente, alla ricerca della nuova cordata e con le varie vicende societarie da sbrogliare. Proprio in questo senso deve subentrare l'abilità dei giocatori di estraniarsi da ciò che sta accadendo intorno e concentrarsi solamente sul terreno di gioco per portare a casa punti. Più facile a dirsi che a farsi, anche perché la mente è difficilmente governabile in breve tempo ma il punto di partenza è quello giusto: non vedo, non sento, non parlo.