L'abbraccio della città, una tribuna del Granillo piena come nelle grandi occasioni e la voglia di lasciarsi alle spalle gli anni più difficili. La nuova Reggina si è presentata così ai suoi tifosi. Sul palco, accanto al sindaco Francesco Cannizzaro, il nuovo patron Claudio Lotito, accolto dall'entusiasmo di centinaia di sostenitori in quella che il primo cittadino ha definito «una giornata nella quale si scrive una pagina importante della storia della città».

L'emozione accompagna fin dalle prime parole l'intervento del sindaco. «Sono particolarmente commosso», dice Cannizzaro, dando il benvenuto a Lotito e ricordando come il loro rapporto sia nato ben prima della trattativa che ha riportato entusiasmo intorno ai colori amaranto. «Anni fa gli chiesi una mano per salvare la Reggina. Ricordo ancora la sua prima risposta: "Ma tu sei pazzo, ho tante cose da fare". Poi quella sfida l'ha fatta sua». Un rapporto che, racconta il sindaco, è proseguito anche dopo la scelta di lasciare il Parlamento per candidarsi alla guida di Reggio Calabria.

«Durante la campagna elettorale promisi ai tifosi che avrei messo a disposizione tutti i rapporti costruiti in questi anni per provare a risolvere il problema della Reggina. Dopo appena ventiquattro ore dalla mia elezione sono andato da Claudio Lotito, gli ho illustrato il progetto che avevamo immaginato per rilanciare la città e lui, dopo avermi ascoltato per oltre due ore, mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: "Ci sono, sarò al tuo fianco e al fianco della nostra Reggio Calabria"».

Cannizzaro ha anche voluto mettere un punto al proprio coinvolgimento diretto nelle vicende societarie. «Questa è la mia prima e ultima conferenza stampa sulla Reggina. Da oggi parleranno la società, i dirigenti e i calciatori. Io continuerò a fare il sindaco e il tifoso, sostenendo la squadra nel rispetto dei ruoli».

Il momento più emozionante arriva al termine del suo intervento. Il sindaco consegna a Lotito una sciarpa amaranto che lo accompagna da oltre venticinque anni. «Ha vissuto con me trasferte, gioie e delusioni. Oggi te la dono con tutto il cuore come simbolo di amicizia, gratitudine e fiducia».

Lotito: «Qui per costruire, non per promettere»

Nel suo primo intervento da patron amaranto, Claudio Lotito sceglie di partire dalle radici. Racconta del padre calabrese e dei valori ricevuti in famiglia: «Mi ha insegnato il valore della famiglia, dell'onore, della dignità, della parola data e della determinazione. Quando ho promesso a Francesco che lo avrei aiutato, quella parola per me è diventata un impegno».

Poi chiarisce subito il senso della sua presenza a Reggio. «Qualcuno ha voluto leggere questa operazione con logiche politiche. La verità è un'altra: io e il sindaco siamo due persone che fanno, non che proclamano. Oggi sono qui per fare i fatti».

E proprio sul ruolo del primo cittadino arriva una delle dichiarazioni più significative della serata. «Lo dico senza tema di smentita: se non ci fosse stato Francesco Cannizzaro questa trattativa sarebbe saltata. Dal punto di vista economico la valutazione della società era fuori mercato e, se fosse stata soltanto un'operazione economica, probabilmente non l'avrei fatta. Mi ha convinto la volontà di un'intera comunità di ritrovare il proprio orgoglio sportivo e la determinazione del sindaco, che è arrivato perfino a presentarsi dal notaio perché temeva che la trattativa potesse sfumare. Per me non era una questione di un euro in più o in meno, ma del rispetto della parola data».

«Una Reggina protagonista, non una comparsa»

Alla domanda sul progetto sportivo, Lotito non nasconde le ambizioni.

«Secondo voi una piazza come Reggio Calabria merita una squadra che faccia la comparsa o una squadra protagonista? Noi stiamo lavorando per costruire una formazione competitiva, scegliendo giocatori che abbiano esperienza e sappiano vincere. Abbiamo già individuato il direttore sportivo, scelto l'allenatore e stiamo completando l'organico».

L'obiettivo va ben oltre il prossimo campionato. «Questa categoria deve essere soltanto il punto di partenza. Vogliamo una società organizzata, un centro sportivo all'avanguardia, uno stadio moderno e una struttura capace di durare nel tempo. Reggio merita un progetto serio».

L'organigramma e il ruolo della famiglia

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Lotito ha chiarito anche l'assetto societario. «Sarebbe impensabile che il solo Lotito possa gestire tutto. Non farò il presidente della società: ci sarà un amministratore unico con pieni poteri gestionali. Io sarò il patron. La proprietà è riconducibile a mio figlio attraverso la Reghium. È un coinvolgimento familiare, perché considero la Reggina una famiglia».

Ha inoltre annunciato la conferma di parte dello staff già presente nel club, «per valorizzare chi ha tenuto viva la società nei momenti più difficili», e non ha escluso future collaborazioni sportive con la Lazio, compresa la possibilità di un'amichevole.

Cannizzaro: «Sant'Agata e Granillo pronti per il rilancio»

Tra i temi affrontati anche quello delle infrastrutture. Il sindaco ha assicurato che Comune e Città Metropolitana hanno accelerato tutte le procedure amministrative.

«Per il Sant'Agata il bando è ormai pronto e la struttura è stata riportata in condizioni idonee. Sul Granillo il lavoro è già in stato avanzato e abbiamo garantito immediatamente la disponibilità dell'impianto alla nuova società. C'è un progetto che guarda al lungo periodo».

La multiproprietà: «Norma miope, va cambiata»

Inevitabile anche una domanda sul tema della multiproprietà. «Prima pensiamo a vincere il campionato», ha risposto Lotito. «Poi il problema si porrà. Quella norma ha creato danni al calcio italiano. La seconda squadra non serve, serve invece la doppia proprietà per valorizzare calciatori e territori. Ho già rappresentato in Lega la necessità di ripristinare quella possibilità. Non è una battaglia che riguarda Lotito, ma tutto il sistema calcio».

E sulla prospettiva di un ritorno immediato tra i professionisti conclude con una battuta che strappa gli applausi della platea: «Ricordatevi una cosa: con Lotito il risultato è garantito».

Tra gli applausi dei tifosi e una sciarpa amaranto passata simbolicamente dalle mani del sindaco a quelle del nuovo patron, la conferenza si chiude con un messaggio condiviso: la rinascita della Reggina parte da qui.

Adesso, però, alle parole dovranno seguire i risultati. Perché è proprio su questo che Lotito ha voluto lasciare la sua prima promessa ai reggini: «Noi siamo qui per fare i fatti».