VIDEO | Un circuito d'eccellenza e la dedizione h24 di scuderie e associazioni locali stanno portando il Sud Italia all'attenzione della FISE. La presidente della Calabria reining horse association: «Il cavallo è prima di tutto un atleta e un membro della famiglia»
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Un modo antico e nobile di concepire lo sport è quello di amare i cavalli. Al di là della pura competizione, l'equitazione si rivela prima di tutto come una passione viscerale per vivere a stretto contatto con la natura e, soprattutto, la costante attitudine a imparare da questi straordinari animali. Quella che per un gruppo di appassionati calabresi era iniziata quasi come un gioco, oggi si è trasformata in una realtà strutturata, un circuito d'eccellenza che ridefinisce le geografie degli sport equestri in Italia. «All'inizio ci davano dei visionari - ci confida Cecilia Paterno, presidente CRHA (Calabria Reining Horse Association) durante l'intervista - ma sapevamo che il legame tra uomo e cavallo avrebbe superato ogni scetticismo geografico.»
Dalla scintilla iniziale della passione è scaturito un impegno che ha assunto le dimensioni di una vera e propria attività professionale, pur mantenendo intatta la sua purezza originaria. Gestire un centro ippico di alto livello non è un lavoro comune; si tratta di un impegno totalizzante che richiede presenza costante fatta da 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno. I cavalli non possono mai essere lasciati soli; vanno accuditi, protetti e seguiti con la stessa cura e attenzione che si riserverebbero a dei bambini. Chi entra in questo mondo sperimenta una profonda metamorfosi personale, scoprendo quanto questi animali sappiano insegnare e come riescano, inevitabilmente, a cambiare in meglio le vite di chi sta loro accanto. «Non esistono sabati, domeniche o festività quando ti prendi cura di queste creature – spiega Paterno – con la sveglia che suona all'alba e le luci si spengono solo quando siamo certi che ogni singolo cavallo stia bene e riposi tranquillo. È una scelta di vita.» L'elemento sovrano che unisce ogni disciplina equestre è l'eleganza. Che si tratti di monta inglese o di monta americana (due mondi distanti e profondamente differenti per tecnica, finimenti e approccio), la nobiltà innata e la grazia del cavallo restano uniche nel regno animale. È proprio questa dignità regale a fare da filo conduttore al grande progetto sportivo che sta prendendo piede nel Mezzogiorno.
La grande sfida odierna porta il nome di Reining, la disciplina più tecnica della monta americana, una specialità che richiede una perfetta sintonia tra cavaliere e destriero in manovre di precisione e dinamismo. Se nel centro-nord Italia la monta americana è radicata da oltre vent'anni ad altissimi livelli vantando scuderie imponenti, cavalieri d'eccezione e campioni mondiali, nel Meridione questo sport era fino a poco tempo fa quasi sconosciuto. Oggi, finalmente, la tendenza si sta invertendo. «Volevamo dimostrare che anche qui al Sud abbiamo le competenze, la determinazione e le strutture per competere ai massimi livelli - sottolinea la presidente Paterno -, colmare il divario con il Nord era una scommessa ambiziosa, ma i numeri e l'entusiasmo ci stanno dando ragione.» La svolta è arrivata con la costituzione del CRHA (Calabria Reining Horse Association), il comitato regionale organizzativo dedicato specificamente a questa disciplina. Dotato di un proprio statuto, di un'assemblea di soci e di un referente ufficiale, il CRHA ha assunto la regia dei campionati regionali, portando la Calabria all'attenzione delle federazioni nazionali e internazionali. Epicentro di questo movimento è la scuderia PP Quarter Horse, l'unico centro ippico del Sud Italia affiliato alla FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) per quel che concerne la monta americana. Quella con la FISE è una gerarchia fondamentale, l'affiliazione è il requisito imprescindibile per poter sostenere, validare e dare continuità istituzionale a manifestazioni di questa portata. Il campionato regionale si articola su tre tappe strategiche. Dopo il successo del debutto avvenuto a maggio, l'attenzione è ora rivolta alla cruciale tappa estiva programmata per il 24 e 25 luglio. La rilevanza dell'evento supera i confini locali, l'appuntamento è infatti ufficialmente iscritto all'IRA (Italian Reining Association, l'ente di riferimento nazionale per l'allevamento e la tutela della specialità, e, per la sessione di luglio, vanta persino l'affiliazione alla classifica mondiale dell'NRHA (National Reining Horse Association). Un traguardo straordinario che permette ai binomi in gara di accumulare punteggi validi su scala globale, con l'auspicio di incrementare ulteriormente il numero di appuntamenti e di partecipanti nelle stagioni a venire.
Il Reining e l'equitazione di alto livello rappresentano uno sport che richiede investimenti significativi. I cavalli sportivi non vivono allo stato brado, la loro gestione quotidiana implica la presenza di personale specializzato per la pulizia giornaliera dei box e un regime alimentare rigoroso, basato non solo su fieno selezionato ma su mangimi specifici e bilanciati. A questo si aggiungono le cure sanitarie periodiche, come vaccinazioni e sverminazioni regolari, e la ferratura, da rinnovare al massimo ogni 40 giorni. Mantenere un cavallo in pensione e addestramento presso un centro ippico qualificato comporta una spesa minima che si aggira intorno ai 500 euro mensili, comprensiva di lezioni. Un esborso importante, soprattutto nel contesto economico odierno, sostenuto da una comunità di appassionati che vede in questo investimento il prezzo della salute e della felicità del proprio compagno di sport. «Ogni centesimo investito si traduce in benessere per l'animale» ci viene spiegato da Cecilia Paterno durante la visita ai box. «Dalla qualità del fieno alla cura dei piedi con il maniscalco, non scendiamo a nessun compromesso. Il cavallo è prima di tutto un atleta e un membro della famiglia.»
Oltre al prestigio tecnico e al valore economico, lo sport equestre si distingue per il suo profondo risvolto sociale. Il cavallo è un animale dall'intelligenza straordinaria e dalla sensibilità finissima, doti che lo rendono un partner ideale per percorsi di inclusione e supporto a persone con disabilità fisiche e cognitive. All'interno del campionato regionale, ampio spazio viene dedicato non solo alle categorie tradizionali e al Pony Reining per i più piccoli, ma soprattutto al Para Reining. Questa disciplina, rivolta ad atleti con disabilità, viene coordinata da istruttori qualificati che guidano i cavalieri in un percorso sportivo e umano di enorme impatto. Sebbene non si tratti di pet therapy in senso stretto, il contatto ravvicinato con l'animale offre benefici straordinari, un supporto non risolutivo in senso medico, ma indubbiamente capace di migliorare in modo sensibile la qualità della vita e l'autonomia dei praticanti. La presidente-istruttore ci racconta un momento particolarmente emozionante: «Hanno una sensibilità pazzesca. Ricordo la storia di un ragazzo privo di un arto inferiore che incontrava enormi difficoltà con la protesi nel momento di salire in sella. Il cavallo, senza aver mai ricevuto alcun tipo di addestramento specifico per quella situazione, si è inginocchiato spontaneamente davanti a lui per agevolargli la salita. È il segno tangibile di un'empatia che va oltre ogni tecnica.»
È proprio questa miscela unica di eleganza, rigore agonistico, sacrificio quotidiano e immensa sensibilità a rendere il progetto del CRHA e della scuderia PP Quarter Horse un'eccellenza assoluta per la Calabria e per tutto il panorama equestre del Sud Italia. Un percorso appena iniziato, ma già solidamente orientato verso i massimi circuiti mondiali.

