Inizia ufficialmente un nuovo capitolo per la Vibonese che inaugura l'era Antonello Capodicasa, il nuovo allenatore che ha sostituito in panchina Raffaele Esposito. Al suo terzo giorno di allenamento, il nuovo mister è chiamato a risollevare un morale sotto i tacchi, con una squadra che non vince da ben undici partite del campionato di Serie D (girone I). Insomma, il compito non è semplice.

Capodicasa si presenta

Nella mattinata di sabato si è svolta la conferenza stampa di presentazione del nuovo mister: «Ho trovato una squadra sfiduciata, anche perché non si vince una partita da ben undici settimane, ma tutto sommato ho trovato anche una squadra ben allenata e sotto questo aspetto non penso abbia problemi di condizione. Essendo molto giovane, può anche essere più semplice rialzarsi e ritrovare l'entusiasmo».
Proprio il risultato quello che manca e, come se non bastasse, l'esordio in panchina del tecnico non sarà di quelli più agevoli, dal momento che la Vibonese sarà di scena allo stadio Granillo, casa della lanciatissima Reggina reduce da sette vittorie consecutive: «L'importante adesso è cercare di fare un risultato positivo e che possa dare una carica emotiva importante. Inoltre partite del genere si preparano da sole, senza contare che è un derby e dunque è un moltiplicatore di concentrazione».

Ricominciare insieme

Insomma, il clima che ha trovato il nuovo tecnico non era dei più sereni, proprio per questo al suo arrivo si è limitato a poche cose: «Quando sono arrivato non ho fatto un lungo discorso, ma una delle poche cose che ho detto è che l'allenatore non è niente senza la collaborazione dei giocatori e devo dire che le prime risposte sono state buone, poiché li ho visti concentrati nonostante la situazione complicata».

Il rapporto con i tifosi

Tra gli argomenti che continuano a tenere banco c'è anche quello inerente il rapporto con i tifosi: «Ho sempre pensato che il rapporto con i tifosi si ricuce e si solidifica con le prestazioni. Inoltre deve essere la squadra che deve trascinare i tifosi e non viceversa. Nel corso della mia trentennale esperienza mi è capitato di andare in piazza con tifoserie importanti dove mancava l'entusiasmo, ma tutto dipende dalla squadra poiché è essa che deve dimostrare senso di appartenenza e questo viene fuori solo con i risultati. Se un tifoso vede il calciatore che suda allora si avvicina, ma al momento non possiamo pretendere il loro aiuto».