In casa Vigor Lamezia prende ufficialmente il via l'era firmata Claudio Morelli. Un cambio di guida tecnica arrivato nel momento più delicato della stagione biancoverde: dopo le prime dieci giornate del campionato di Serie D (Girone I), la squadra si trova infatti impantanata in piena zona playout a quota 8 punti. Per dare la scossa all'ambiente, la società ha interrotto in settimana il rapporto con Jorge Vargas, affidandosi al ritorno, a distanza di quasi un decennio, del tecnico lametino chiamato a restituire un'identità precisa al gruppo.
L'esordio sulla panchina biancoverde è fissato per domenica pomeriggio su un campo ostico come quello del Milazzo. Nella sua conferenza stampa di presentazione, mister Morelli non ha nascosto le difficoltà della piazza, tracciando subito una diagnosi precisa dello stato psicologico dei suoi giocatori: «Ho trovato una squadra impaurita e che ha bisogno di tranquillità, ma solo nei risultati si può trovare la medicina. Sicuramente in alcuni momenti la squadra non è riuscita a esprimere il suo potenziale, forse per situazioni di cui io non sono a conoscenza, ma solo da questo momento in poi posso dare delle risposte. Sono enormemente contento di sedermi su una panchina importante come questa, perché la Vigor Lamezia ha una storia centenaria e da parte mia ci sarà la massima disponibilità».

Valutazioni in corso e novità tattiche

Con pochi giorni di lavoro alle spalle, la mano del nuovo allenatore a Milazzo non potrà ancora vedersi a pieno, ma Morelli ha già tracciato le prime linee guida su mercato e modulo, preannunciando l'addio al 3-5-2 di partenza: «Innanzitutto il ritorno di Catalano fa capire le intenzioni mie e della società. Siamo inoltre coscienti che abbiamo bisogno di gente che ci dia una mano, ma è giusto che io valuti la rosa che ho a disposizione, quindi mi serve qualche altro giorno anche per apportare le mie idee e il mio concetto che non partirà da un 3-5-2 iniziale; da questo punto di vista qualche cambiamento ci sarà».

Servono spalle larghe per la salvezza

La ricetta del mister per uscire dalle sabbie mobili della classifica passa soprattutto dalla gestione delle pressioni e dall'inserimento di elementi di temperamento in un torneo competitivo come la quarta serie: «Sono ragazzi che vanno aiutati perché, in un momento di grande pressione come questo, non tutti hanno le spalle larghe per poterla sopportare. All'interno del gruppo ci vuole un po' più di esperienza, perché il campionato di Serie D è molto difficile».